TERAMO – Da piatto della tradizione teramana a piatto “antispreco” per eccellenza.
Per le Virtù teramane, tipiche del 1° maggio, arriva da Milano un importante riconoscimento collegato all’Expò.
È il Corriere della Sera, nello speciale “Orizzonti Expo” a decantare, per usare un gioco di parole, le virtù delle virtù, piatto che nasce dalla tradizione teramana di ripulire letteralmente la dispensa con gli avanzi dell’inverno e unire pasta, legumi, verdure e carni per realizzare una autentica prelibatezza che, metaforicamente, segna l’uscita dalla stagione fredda.
Un piatto che, secondo la stampa milanese, contiene nella propria natura la cultura della parsimonia e dell’attenzione convinta alla qualità di ciò che mangiamo e di cosa consumiamo per alimentarci, in termini di risorse del pianeta.
Insomma, argomenti di strettissima attualità contenuti anche nel motto ufficiale di Expo 2015, nutrire il pianeta.
Ma il Corriere ne ha approfittato anche per fare un viaggio non solo nelle tradizioni gastronomiche dell’Abruzzo, ma anche nella sua storia.
Per l’Abruzzo, si dice, le assonanze tra piatti tipici e architettura sono coerenti e suggestive, così come le tre varietà di brodetto, rivendicate da Giulianova, Vasto e Pescara, potrebbero palesare una certa “ingovernabilità” della Regione, parafrasando persino De Gaulle che sosteneva la difficoltà di governare un paese come la Francia con 264 varietà differenti di formaggio.
Ovviamente non manca il riferimento ai giganti letterari, dai più noti Silone e Flaiano, fino ad altri personaggi di cui l’Abruzzo è ricco.
Ma si parla anche degli eventi per l’Abruzzo come Giostra cavalleresca di Sulmona, con concorso ippico tra undici delegazioni dei borghi più belli d’Italia (30 luglio); il Girolio con trekking tra gli oliveti, laboratori didattici, degustazioni a tappe (18-19 luglio); Notte fonda a Taranta Peligna con spettacoli teatrali e degustazioni di prodotti tipici dentro le grotte (21 giugno); i sentieri dello spirito all’Aquila sui passi di Celestino V, da ripercorrere lungo le vie della Transumanza, dentro il tour nelle chiese aquilane, in cammino verso Sulmona, patria di papa Innocenzo VII, con arrivo ad Acciano, dove si fermò Celestino V.



