L’AQUILA – Sarà martedì prossimo, 30 settembre, il giorno decisivo per sapere se Giovanni Legnini coronerà il sogno di diventare vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, di cui ieri si è ufficialmente insediato come componente.
In quel giorno, infatti, il “plenum” del Csm, la seduta generale dell’organo di autogoverno dei giudici, è convocato per eleggere il nuovo vice presidente, con una corsa a 3 tra i quali anche l’avvocato originario di Roccamontepiano (Chieti).
Ieri, intanto, si è svolta al palazzo del Quirinale la cerimonia di commiato dei componenti del Consiglio uscente, con gli interventi del vice presidente, Michele Vietti e del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e di presentazione dei nuovi componenti.
In vista dell’importante elezione di martedì, i 16 componenti togati, determinanti per la scelta, hanno incontrato i componenti laici, tra i quali sembra giocarsi la partita: appunto il candidato del Pd e sottosegretario uscente all’Economia Legnini, l’ex ministro della Salute nel governo Monti Renato Balduzzi (Scelta civica) e il sindaco di Arezzo ed esponente democrat Giuseppe Fanfani.
Un giro di orizzonte che i togati hanno voluto per “capire – come spiega uno di loro – i loro orientamenti ideali rispetto alla funzione di vice presidente, ai temi caldi con cui il Csm si dovrà misurare e al rapporto con la comunicazione”.
Oggi i gruppi si riuniranno per una prima discussione sulla base delle impressioni raccolte, ma sarà necessario probabilmente anche un nuovo confronto lunedì, alla vigilia del voto del plenum.
L’elezione di Legnini innescherà un fragoroso effetto “domino” sulla politica abruzzese, dato che comporterà la sua incompatibilità rispetto al ruolo di deputato, che dovrà lasciare con il subentro del primo dei non eletti, Giovanni Lolli, e, in caso di rinuncia di quest’ultimo, attualmente vice presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, del pescarese Gianluca Fusilli.
Il ruolo di sottosegretario, invece, non è incompatibile per legge ma seconda la prassi Legnini dovrebbe rinunciare anche a quello, aprendo la corsa alla successione a un nuovo referente per la ricostruzione post-sisma dell’Aquila, indipendentemente dalla delega all’Economia che lui riveste.
Intanto ieri a conclusione della cerimonia di insediamento al Quirinale si è tenuto un primo plenum a porte chiuse.
È servito a nominare i componenti della Commissione verifica titoli dei laici eletti dal Parlamento: sono i togati Maria Rosaria Sangiorgio (Unicost) e Claudio Galoppi (Magistratura Indipendente) e il laico Pierantonio Zanettin (Forza Italia).





