L’AQUILA – “Per il profondo rispetto che nutro per la magistratura, non posso che ritenere giusta la sentenza della Corte di Cassazione”.

Questo il commento dell’avvocato Paolo Guidobaldi, legale di Livio Bearzi, preside del Convitto e uno dei due indagati nell’inchiesta sui crolli al Convitto nazionale, dopo che la VII sezione della Suprema Corte ha bocciato l’istanza di rimessione al giudice di Campobasso del processo, ritenendola inammissibile.

“Le sentenze – ha affermato Guidobaldi – vanno considerate giuste anche quando non ci convengono, non c’è alternativa”.

“Quando abbiamo depositato il ricorso – ha aggiunto – c’era un clima effettivamente complesso, gli animi erano eccitati, la situazione non tranquilla. Alcune riflessioni anche nostre possono aver contribuito a rasserenare gli animi. Non mi prendo meriti, ma all’inizio forse il clima era esagerato”.

Quanto ai giudici del capoluogo, Guidobaldi ha specificato che “in nessun passaggio del ricorso si parlava di sfiducia alla magistratura aquilana, ma solo di un clima complesso che influenzava anche noi. Per loro abbiamo rispetto e stima”. (alb.or.)