L’AQUILA – “Prendo atto che il segretario regionale del Pd ha tanta premura dei problemi, quelli seri  evidentemente (sic!) della città dell’Aquila che si è sentito in dovere di intervenire (a chiamata…). Lo fa con un comunicato stampa. Benintesi, con un comunicato stampa. Lo fa, tra l’altro, riportando cose inesatte. E sono gentile”.

Non le manda a dire Americo Di Benedetto, consigliere regionale della lista Legnini Presidente, rispondendo a Renzo Di Sabatino che aveva giudicato “inaccettabile” l’apertura del Passo Possibile, il gruppo di Di Benedetto al Comune dell’Aquila, al sindaco dimissionario Pierluigi Biondi.

“Porto a conoscenza del ‘nuovo’ segretario regionale Pd – aggiunge Di Benedetto – che sono stato candidato a sindaco dell’Aquila non dal Pd. Questo lo sanno anche le pietre in città e non solo. Tranne lui. A L’Aquila non esiste una coalizione di opposizione (fu sciolta il giorno dopo la sconfitta. La mia, chiaramente…) e quindi nessuno, men che meno il Passo Possibile è sotto l’egida, la supervisione e il ‘direttorio’ del Pd ancor meno se regionale”.

“Relativamente alle vicende legate alle ultime elezioni in Consiglio regionale voglio evidenziare che il modello Legnini è tanto, ma tanto distante da quello che il segretario regionale Pd prova a declinare e che è proprio in virtù di questo che mi si sono candidato. Mi sono candidato, sì! Perchè sono stato eletto, io. Non nominato”.

“E, se può servire per evitare ulteriori incomprensioni, a L’Aquila città, che è stata oggetto della già citata premura e attenzione del più volte menzionato segretario regionale Pd, prendo tanti voti quanto tutto il Pd messo insieme, per l’appunto”.

“Fughi la paura, il segretario, su Marsilio. A L’Aquila abbiamo problemi ben più importanti da risolvere e, il segretario regionale Pd, con questa sua levata d’ingegno, non contribuisce minimamente a farlo”, conclude Di Benedetto.