L’AQUILA – Tornano nei “ranghi” le sedici associazioni di categoria che avevano firmato il manifesto contro la Regione dopo la legge “Cura Abruzzo 2”, dichiarando lo stato di mobilitazione.

Il fronte si è ricompattato, o almeno, così pare alla luce della riunione, che si è tenuta in videoconferenza, convocata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Turismo, Mauro Febbo. Presente tutto il mondo economico e produttivo abruzzese, al gran completo.

Una ricomposizione del quadro che prevede l’avvio di una concertazione reale per la stesura di un progetto di rilancio concreto che possa permettere di superare l’attuale fase della sussistenza.

È questa la critica che era stata mossa proprio all’indomani del “Cura Abruzzo 2”, la norma che stanzia circa sessanta milioni per famiglie, imprese, autonomi, enti locali, associazioni e studenti e che è ancora bloccata dalla mancata approvazione del rendiconto contabile 2019 che dovrà liberare le coperture finanziarie previste.

Nel frattempo le sedici sigle avevano lamentato di essere state escluse dal confronto e, per questo, avevano dichiarato la propria insoddisfazione.

Critiche a cui il governatore, Marco Marsilio, aveva replicato sostenendo che qualcuno (riferito alle associazioni di categoria), “resosi conto della strumentalizzazione politica, ha persino chiesto scusa”.

Febbo nella riunione ha rimarcato gli attacchi di stampo politico e ha ribadito che in questa fase ha recepito in toto le indicazioni recepite dalle stesse associazioni, quella, in primis, di erogare risorse a fondo perduto. Il direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni, ha avviato la lunga serie di interventi. Sgomberando il campo dalle polemiche di carattere politico e chiedendo la massima coesione per affrontare una crisi senza precedente.

Via via le altre associazioni di categoria hanno fatto lo stesso, reclamando uno spazio per l’interlocuzione e sottolineando alcuni aspetti che, nel merito, andrebbero migliorati. Torna il sereno con Confindustria, che ha espresso apprezzamento per gli esiti del vertice. Il tavolo sarà riconvocato con periodicità.

Permangono, invece, i dubbi dei sindacati, Cgil in testa. Resta il nodo delle disponibilità finanziarie: Marsilio ha strigliato gli uffici, vuole che si chiuda tutto l’iter per il rendiconto 2019 entro due settimane al massimo, perché la volontà è quella di emanare i bandi in modo da stanziare i sostegni entro luglio.