ROMA – Medici di famiglia e pediatri di libera scelta in stato di agitazione: “In questa seconda fase della pandemia – dicono – stiamo assistendo non solo al collasso degli ospedali e dei pronto soccorso, ma anche al collasso del territorio”. Chiedono il potenziamento della rete territoriale della medicina generale, con l’assunzione delle Usca, il rafforzamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica, nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici 118 e penitenziari e dei pediatri di libera scelta. Lo stato d’agitazione è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Federazione Cipe Sispe Sinspe, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, La.Pe.L, Simet, Smi, Snami, pari al 45% dei medici convenzionati

“Basta con gli alibi. Il potenziamento dei servizi territoriali non è stato fatto e si è tradotto in una grave perdita di tempo, anche sul tracciamento – spiega il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Andrea Filippi – La medicina generale – continua – non deve restare isolata, ma deve essere integrata con i servizi di igiene pubblica, noi siamo disponibilissimi, ma il sistema va finalmente organizzato”. Il Sindacato medici italiani (Smi) denuncia: “In queste condizioni drammatiche non abbiamo visto alcun investimento strutturale per potenziare la rete territoriale della medicina generale, con l’assunzione delle Usca, con il potenziamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica, con la previsione di nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici di emergenza urgenza, pediatri di libera scelta”. Lo Smi inoltre chiede tutele assicurative per tutti i colleghi ammalati e l’estensione della copertura Inail.