ROMA – “Non ci saranno alternative. Dovremo arrivare al coprifuoco in tutta Italia. Mi rendo conto che si tratta di una situazione che anticipa la possibilità di un lockdown. Però qualcosa bisogna fare”.
Lo afferma Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano traccia uno scenario preoccupante.
“Non escludo che tra quindici giorni possiamo essere a questo – dice Galli rispondendo ad un cronista de Il Messaggero – ma lo sta dicendo lei, non io. Noi come infettivologi abbiamo chiesto di fare presto, sono sconcertato nel vedere che qualcuno sembra che stia frenando anche in Lombardia”.
“Non dobbiamo accontentarci di una situazione che ha già mostrato la corda con migliaia di persone in fila per i tamponi. Altrimenti, se non riusciamo a organizzarci, si va per forza per scorciatoie. E la scorciatoia più semplice è sempre il lockdown. Sono due le vie da percorrere se sin da ora si vuole evitare il famigerato lockdown: primo metodo – dice Galli – riducendo le occasioni di infezione, limitando così le possibilità di contagio. Secondo modo: dobbiamo ricorrere all’allargamento a rete dell’accertamento il più precoce possibile delle nuove infezioni”.






