ROMA – Stop al vaccino AstraZeneca per i più giovani: per quanto rari, il rischio di gravi eventi trombotici man mano che si scende con l’età (e che contestualmente si riduce drasticamente la circolazione virale) pareggia e supera quello di contrarre in maniera grave il Covid.

Questa la questione al vaglio del Comitato tecnico-scientifico, che potrebbe pronunciarsi già oggi con un parere più stringente sull’utilizzo del vaccino che ha avuto la vita più travagliata in questi mesi.

Una lunga serie di stop and go che, pur essendo formalmente autorizzato dall’Ema per tutti sopra i 18 anni, hanno indotto l’Aifa prima ad escludere i più anziani suggerendone l’utilizzo solo per gli under 50, poi per gli under 60, quindi, dopo le notizie di gravi effetti collaterali, in alcuni casi letali, in donne sotto i 40 anni, l’inversione a U con la raccomandazione all’utilizzo solo per le età più avanzate.

“L'”uso del vaccino AstraZeneca è raccomandato in via preferenziale alle persone con più di 60 anni”, stabiliva ad aprile l’Aifa.

Dopo la riunione che si è svolta ieri, a quanto si apprende, il Cts sta elaborando un parere tecnico sulla somministrazione di AstraZeneca, fermo restando che la competenza sui vaccini rimane alla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute.

Una posizione che sarebbe emersa anche ieri durante la riunione a cui hanno partecipato il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo. Lo stesso presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e membro del Cts, Giorgio Palù, questa mattina ha sottolineato che sul tema ”sarà il ministro a pieno titolo a dire quale sarà la decisione”.

L’infettivologo genovese Matteo Bassetti ha invitato il Cts a seguire le decisioni assunte da Norvegia, Danimarca e Austria: “Non serve limitarlo ad alcune età, a questo punto andrebbe stoppato in tutte le età chiedendo scusa agli italiani per la comunicazione errata e antiscientifica su questo vaccino”.

“Visto l’impatto degli enormi errori di comunicazione sia dell’Aifa che del Ministero della Salute sull’opinione pubblica italiana, si decida da domani se il vaccino AstraZeneca non si deve più usare e ci si attrezzi per fare solo vaccini a mRna – sostiene Bassetti – Si punti quindi unicamente sui vaccini di Pfizer, Moderna e poi su CureVac. Ma deve essere una scelta politica. L’opinione pubblica è inferocita sul vaccino AstraZeneca, le istituzioni non possono lasciare da soli i medici e le Regioni a difenderli”, aggiunge.