ROMA – L’epidemia da SarsCoV2 continua a correre e minaccia la tenuta degli ospedali italiani anche perché, insieme alla crescente occupazione dei posti letto da parte di malati Covid, pesano sempre di più i contagi fra gli operatori sanitari e le assenze prolungate di medici e infermieri non vaccinati e dunque sospesi dal servizio.
I numeri danno il senso dell’emergenza: sono quasi 40mila gli infetti e i non vaccinati tra medici, infermieri ed operatori, ma il sistema per il momento regge e non si registrano sul territorio chiusure di reparti o stop dell’assistenza. Una situazione che richiede tuttavia la massima attenzione, mentre arriva, di contro, una buona notizia: presto, grazie all’ultima Legge di Bilancio, saranno stabilizzati circa 48mila precari della Sanità assunti durante l’emergenza Covid.
Il numero dei positivi tra gli operatori sanitari è pari a “circa 13mila: è determinato soprattutto dal grande numero di tamponi fatto a ridosso delle festività e sta creando qualche problema per le assenze in corsia, in particolare per l’organizzazione dei turni infermieristici o per il rinvio di alcune attività programmate, ma le Aziende ospedaliere stanno compiendo un ulteriore sforzo e, al momento, nella maggior parte dei territori non registriamo la chiusura di reparti o la sospensione di servizi”, sottolinea all’Ansa il presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere Fiaso Giovanni Migliore.
Per quanto riguarda invece la quarantena per il personale sanitario che ha avuto contatti stretti con un positivo, la circolare di agosto del Ministero della Salute l’aveva già sostituita con la sorveglianza sanitaria attiva. Se i contagi dei sanitari rappresentano un problema, a pesare ancora di più sono tuttavia le lunghe assenze del personale sanitario non vaccinato. Infatti, sui tassi di assenza, in molte aziende, precisa Migliore, “pesa molto di più la sospensione dal servizio di medici, infermieri e operatori no vax che non vengono a lavorare e creano un disagio prolungato che va ben oltre la settimana di quarantena prevista per i contagiati privi di sintomi”.
Anche in questo caso i numeri fotografano un quadro preoccupante: al momento, afferma il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli, ancora il 3-4% dei medici e degli odontoiatri, secondo prime stime, “non si è vaccinato, pari a circa 20mila professionisti, e sono in corso gli accertamenti da parte degli Ordini ai fini delle sospensioni dal servizio”. Di contro, di 25mila medici circa che non avevano ancora ricevuto la terza dose booster del vaccino anti-Covid, “in 8 giorni si sono vaccinati in 10mila” e “stiamo recuperando”, ha commentato.
Contagi in aumento anche tra gli infermieri. Attualmente sono 7.160 i positivi (in tutto, sono 135mila gli infermieri contagiati da inizio pandemia), rende noto la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Gli infermieri non vaccinati e attualmente sospesi dal servizio sono invece circa 6mila (lo 0,9%, su un totale di 450mila infermieri) e di questi circa 1000 sono non vaccinati mentre i restanti non sono vaccinati per motivi di salute o altro.
A ciò si aggiunge la cronica carenza di personale che va dagli 80mila a oltre 101mila unità, e per questo serve, denuncia la Federazione, che siano aumentati posti a bando nelle Università per gli infermieri. Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare proprio dalle nuove assunzioni che scatteranno a breve. La manovra approvata dal Parlamento introduce infatti, evidenzia Fiaso, la possibilità di stabilizzare a tempo indeterminato il personale sanitario assunto nel corso della pandemia. Sono 47.994 gli interessati alla stabilizzazione. In particolare, il provvedimento potrebbe riguardare 8.438 medici, 22.507 infermieri e 17.049 operatori sociosanitari e altro personale.
“Era questo il nostro intento quando abbiamo scritto quella norma. Un Ssn più forte si costruisce a partire dalle donne e dagli uomini che ci lavorano ogni giorno”, ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza.






