ROMA – “Stop alle bugie sui divieti d’ingresso dei familiari nelle Rsa. Aprite subito e chiedete scusa”.

Torna all’attacco il comitato Orsan – Open Rsa Now, il cui centralino “oggi è letteralmente saltato, avendo ricevuto più di 500 telefonate di familiari disperati a causa delle vergognose vessazioni ricevute dalle Rsa italiane dove sono ormai condannati a un ergastolo, fine pena mai, centinaia di migliaia di anziani che versano in condizioni di salute precarie e di fragilità. Almeno 6 di loro moriranno entro questa notte senza aver potuto riabbracciare, salutare o guardare negli occhi i propri cari”, denuncia Orsan che ha stilato una lista di “10 fake news da smentire”.

“La misura è colma – attacca il comitato fondato e presieduto da Dario Francolino – Nonostante un’ordinanza del ministero della Salute che anche un bambino di 8 anni potrebbe comprendere, l’ordine perentorio del Governo e delle Regioni di ottemperare immediatamente e rigorosamente alle disposizioni di legge in vigore ormai da 11 giorni”, le visite non sono ancora riprese in molte strutture. “Ogni italiano che tace è complice di questo calvario disumano che dura da 15 mesi. Fate presto”, è l’appello di Orsan che chiede “l’immediato intervento della magistratura e delle forze dell’ordine per perseguire penalmente e amministrativamente le Rsa che non attuano una legge dello Stato. Chiediamo anche l’intervento urgente sul tema del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e dei presidenti di Camera e Senato”.

“Ci sono oltre 5mila cittadini italiani con nome e cognome, i cui riferimenti si trovano sulla pagina Facebook del comitato Orsan e degli altri comitati familiari di persone detenute nelle Rsa italiane, che sono pronte, se ascoltate, a denunciare questo abominio”, assicura Open Rsa Now.

“Cos’altro deve accadere – si legge in una nota – per mettere fine a questo scempio del diritto? I tempi della giustizia, della politica, dell’umanità e della coesione sociale non sono mai stati cosi lontani dai cittadini italiani come oggi e di questo tutti noi dovremo rispondere, per sempre, di fronte ai nostri genitori e ai nostri figli”.

Ecco dunque “l’elenco delle principali 10 fake news vessatorie con le quali le Rsa italiane negano o complicano l’accesso dei familiari, in totale spregio e non osservanza di una legge dello Stato, dileggiando i diritti costituzionali, umani e civili di 350mila concittadini ormai privi di speranza”, rileva Orsan.

1) L’ordinanza ministeriale nazionale firmata l’8 maggio 2021 dal ministro Speranza è solo una raccomandazione: falso;

2) I direttori sanitari hanno la totale discrezionalità nel regolare gli accessi dei familiari: falso;

3) Le Rsa sono chiuse e aprono solo su decisione e per volontà del direttore sanitario: falso;

4) I direttori sanitari possono negare senza motivo l’accesso dei familiari: falso. Per farlo servono dei gravissimi motivi, in particolare la presenza di situazioni epidemiologiche gravi nel territorio e/o all’interno della struttura.

5) Gli ospiti delle Rsa non possono né entrare, né uscire dalle strutture: falso;

6) Per entrare in una struttura serve il tampone molecolare: falso;

7) Ci si può vedere solo attraverso le stanze degli abbracci, plexiglass, interfono, vetro: falso. Non si possono vedere i propri cari nemmeno in giardino sotto a un gazebo e dietro al plexiglass;

8) È vietato, in generale, il contatto fisico con l’ospite: falso. Dipende dalle situazioni, ad esempio nei casi di demenza cognitiva o patologie simili, è obbligatorio;

9) I tamponi rapidi vengono erogati gratuitamente: falso. Solo in Piemonte i tamponi per i familiari degli ospiti delle Rsa sono gratuiti;

10) Le Rsa possono decidere arbitrariamente, senza motivazioni valide, tempi, durata e modalità degli accessi. Ed è necessaria per ogni visita la presenza di personale interno delle Rsa: falso, conclude il comitato.