PESCARA – Da domani in  tutte le scuole della regione ad eccezione di quelle dell’infanzia, si tornerà alla didattica a distanza. Si tratta dell’ennesimo atto che le organizzazione sindacali  della scuola apprendono senza alcun tipo di interlocuzione o passaggio istituzionale, che si basa su dati che non conosciamo (nonostante la nostra richiesta la Regione non ci ha fornito alcun dato) e che scarica sulla scuola l’incapacità di tutto il sistema esterno, in primis quello sanitario”.

Questa la reazione dei sindacati all’ ordinanza 11 del presidente della Regione, Marco Marsilio, che ha disposto per il rischio contagio, il ritorno alla dad in tutte le scuole.

Proteste anche della Cgil di Teramo, che non comprende il motivo per il quale le scuole primarie sono rimaste chiuse.  A L’Aquila la consigliera del Passo Possibile, Emanuela Iorio, spiega che “partendo dal presupposto che le scuole se necessario vanno chiuse, la notizia di oggi mi lascia alquanto perplessa. Gradirei sinceramente una maggiore trasparenza sui dati. Se dobbiamo chiudere tenendo conto della incidenza, chiedo pubblicamente quanti contagiati abbiamo nelle scuole aquilane? Di quali scuole si parla? A novembre alcune scuole anche qui in città rimasero chiuse per circa due settimane, ma registravamo numeri importanti di contagio sia tra gli alunni che i docenti. E ora? Di che numeri parliamo?”.

Ma l’attacco più duro è dei sindacati.

“Avevamo manifestato forti perplessità – incalzano nella nota – rispetto alla ripresa indiscriminata delle attività didattiche in presenza Abruzzo dopo le vacanze natalizie: siamo stati i primi in Italia a riaprire le scuole, senza aver operato i necessari interventi che avevamo suggerito, salvo poi verificare che non sussistevano le condizioni di sicurezza e disporre nuove chiusure, prima locali ed ora diffuse. Si naviga a vista, con provvedimenti regionali che non tengono conto delle reali condizioni di sicurezza delle scuole e che essendo estemporanei (manca la dichiarazione di zona rossa del Ministero della Salute) non consentono nemmeno la fruizione dei congedi parentali da parte delle famiglie. Occorre però chiarirsi: se il problema delle scuole sono i contagi,  risulta davvero inspiegabile mantenere aperte le  scuole dell’Infanzia, dove, lo ricordiamo, il rischio è addirittura più alto, considerato che per i bambini non è previsto l’obbligo di mascherina e le insegnanti  non sono dotate di dispositivi  FFP2”.

“Per riaprire le scuole, e mantenerle aperte – prosegue la nota -, non bastano proclami o iniziative estemporanee di assessori e presidenti di Regione, ma interventi veri e concreti che prevedano presidi sanitari in ogni scuola, screening e tracciamenti efficaci, la dotazione al personale ed agli alunni di DPI adeguati (mascherine FFP2), una concreta rimodulazione dei trasporti e, soprattutto, una vera accelerazione sulla campagna di vaccinazione per il personale scolastico. Senza il completamento della campagna vaccinale per il personale scolastico  è impossibile pensare ad una vera ripresa delle attività didattiche in presenza. Le notizie che ci giungono però vanno in senso opposto. Dopo l’inizio della campagna vaccinale in diversi territori sono emerse  problematiche, disorganizzazione e confusione generale”.

I sindacati “al fine di tutelare i lavoratori della scuola abruzzese, chiedono una programmazione degli interventi con dei criteri di vaccinazione chiari e certi, che prevedano una regia regionale – si legge nella nota -. E’ necessario inoltre tenere in considerazione alcune priorità, come quella relativa ai lavoratori fragili, ai docenti della scuola dell’Infanzia e di sostegno, che sono maggiormente esposti al rischio del contagio. E’ necessario comprendere nella campagna vaccinale tutti i precari (anche quelli che lavorano con i contratti Covid), il personale delle mense, gli assistenti alla comunicazione ed i tirocinanti presso le scuole. Occorre riconoscere che nel contesto attuale, mancano in tutta la regione e per tutti i gradi d’istruzione (ivi compresa la scuola dell’Infanzia) presupposti per poter lavorare e studiare in sicurezza. Sono necessari provvedimenti immediati, al fine di evitare che la situazione precipiti ulteriormente,  ponendo a serio rischio i lavoratori e gli studenti”.

“Su tutte queste questioni, abbiamo chiesto al Direttore dell’USR Abruzzo l’immediata convocazione del tavolo di lavoro operativo. Occorre intervenire con urgenza al fine di evitare che la situazione precipiti ulteriormente,  ponendo a serio rischio i lavoratori e gli studenti”, conclude la nota.