L’AQUILA – Negativi i tre casi che avevano tenuto in apprensione operatori e medici dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila: i risultati dei tamponi sono arrivati in nottata dal laboratorio di Pescara ed hanno tranquillizzato sulla non positività al Coronavirus di tre pazienti che si erano sentiti male nelle ultime ore ed avevano avuto contatti con strutture interne al nosocomio aquilano, come Pronto soccorso, Geriatria e servizio Day-hospital, dove sono scattate misure di prevenzione forti, soprattutto per due casi, e dove gli animi si sono rasserenati proprio con la comunicazione dei test per i quali ci sono volute 36 ore.
E’ stato riaperto il reparto di Geriatria che era stato “sigillato” per circa due giorni con all’interno medici, infermieri e pazienti per il passaggio di un’anziana, che si è presentata al pronto soccorso per essere poi ricoverata l’altra notte con polmonite e febbre e “appoggiata” in quella struttura: il giorno dopo è stata trasferita al reparto di malattie infettive.
La notizia della negatività ha fatto tirare un grosso sospiro di sollievo, anche se vertici sanitari e specialisti hanno sempre teso ad escludere il peggio, dopo che l’allarme era scattato per possibili collegamenti parentali con le zone più colpite.
Pure il servizio Day-hospital è stato riaperto dopo che un paziente oncologico che stava effettuando una terapia ha avuto una crisi respiratoria e solo dopo si è scoperto il contatto con persone nelle Marche.L’uomo è stato ricoverato al reparto di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano.
Infermieri e medici, in prima linea in questi giorni di emergenza e tra i più a rischio – a caratterizzare le loro giornate in questo momento difficile i turni massacranti e la mancanza di mezzi adeguati – escono dall’isolamento in casa dove erano stati posti. Torna il sereno anche per alcuni operatori del pronto soccorso.
Si tratta di situazioni di trambusto e preoccupazione, filtrate tra gruppi di cittadini, che in questi giorni di emergenza stanno caratterizzando anche le giornate di altri ospedali abruzzesi e italiani, a testimonianza del fatto che la epidemia sta mettendo a dura prova la forza lavoro di medici e personale sanitario ma anche la psiche delle persone.
Si comprende il mix esplosivo di questa situazione se alla realtà si aggiungono comportamenti dei cittadini noncuranti di regole ormai arcinote, come quella di non recarsi ai pronto soccorsi degli ospedali, ritardi nell’attuazione di misure di prevenzione, come la creazione di filtri attraverso i pre triage per isolare i sintomatici del Covid 19, errori di qualche medico di famiglia che ancora consigliano di recarsi al pronto soccorso, ed anche carenze di una efficacia informazione nei confonti della collettività chiamata a rivolgersi, in caso di sintomi, al medico di famiglia o al 118.
Intanto, si attende ancora il risultato di un quarto caso di una signora con problemi respiratori cronici, curata a Pavia, che trattata al pronto soccorso l’altra sera, è stata trasferita al reparto Malattie infettive di Chieti.
Anche in questo caso, secondo fonti sanitarie, non ci sarebbe allarme coronavirus.





