L’AQUILA – Accusata di aver prodotto false autocertificazioni per dimostrare che l’immobile danneggiato dal terremoto del 2009 fosse prima abitazione, quando non lo era, ottenendo così contributi illeciti, l’ingegnere aquilano Sara Perilli è stata assolta dal tribunale dell’Aquila.
A farlo sapere è la stessa Perilli attraverso una nota inviata ad AbruzzoWeb.
La vicenda giudiziaria prese le mosse da un’indagine della Guardia di finanza che nell’aprile 2017 portò al sequestro a carico della Perilli e di altri quattro soggetti di beni immobili e disponibilità finanziarie per circa 420mila euro, di cui 146mila a carico dell’ingegnere che oggi si è dimostrata essere estranea alle accuse.
Difesa dagli avvocati Marcello Madìa, Giacomo Scicolone e Lorenzo Cappa, la Perilli è stata assolta “dall’accusa di cui all’art.316 ter c.p. – Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato per una pratica di sostituzione edilizia nell’ambito della ricostruzione. La stessa pubblica accusa, il sostituto procuratore Fabio Picuti, ha sollecitato l’assoluzione dell’imputato, rilevando la mancanza di approfittamento della normativa sugli indennizzi da parte della Perilli”, si legge nella nota.



