ROMA – Oculisti in servizi pneumologici, geriatri che devono fare servizi di emergenza e valutazione, chirurghi estetici nei reparti Covid: è lo spaccato di quel che sta accadendo negli ospedali in Italia. A lanciare l’allarme è Consulcesi & Partners, network legale specializzato in sanità.

“Seppur dettata da un’emergenza sanitaria, questa situazione oltre a generare potenziali violazioni delle regole che presiedono l’organizzazione del servizio interdivisionale, decuplicano i rischi di potenziali eventi avversi – afferma Consulcesi -, con evidenti ripercussioni sia sul medico, che si trova ad operare in situazioni estranee alla sua sfera di specializzazione, sia sul paziente che, di fatto, potrebbe ricevere cure inappropriate e potenzialmente dannose”.

Il servizio di Guardia Medica interna interdivisionale, spiega Consulcesi, è svolto da medici di differenti specialità allo scopo di garantire 24 ore su 24 l’assistenza ai pazienti ricoverati nei vari reparti. Ma “sempre più strutture ospedaliere, per far fronte alla carenza di personale medico, ne fanno eccessivo e non sempre appropriato ricorso per assicurare la continuità assistenziale notturna nei giorni feriali e festivi – denuncia l’avvocato Marco Croce – Stiamo ricevendo una serie di richieste di consulenza da parte di medici che, dai più disparati ambiti territoriali, segnalano l’abuso dello strumento della guardia interdivisionale, per cui si ritrovano a ricoprire turni in aree cliniche rispetto alle quali non hanno alcuna competenza specifica”.