L’AQUILA – Ticket per la riabilitazione di disabili e anziani a carico delle casse regionali, a vantaggio almeno delle fasce deboli della popolazioni, con coperture da trovare al più presto nel bilancio.

Questo l’esito del Consiglio regionale riunito oggi in seduta straordinaria, che ha approvato al termine dei lavori una risoluzione che impegna “il presidente della Giunta regionale, l’assessore al Bilancio e alla Sanità e l’intera Giunta ad assumere quale prioritario vincolo di bilancio la copertura della quota di prestazioni riabilitative sottoposte a compartecipazione garantendo anzitutto le fasce di reddito più basse”.

Un passo indietro, o anche un passo avanti, dipende dal punto di vista, rispetto ai due decreti di agosto del commissario alla sanità, il presidente Luciano D’Alfonso, che da domani, 1° ottobre, su pressione del governo, prescriverà, a tutti i disabili fisici e psichici e agli anziani non autosufficienti che si rivolgono alle strutture private, il pagamento di una “quota di compartecipazione”, cioè un ticket, sulle prestazioni riabilitative. Solo sulla carta coperte dai Comuni che, però, non hanno fondi per salvare dal salasso l’utente.

Come aveva denunciato Davide Farina, segretario abruzzese della Cisl Funzione pubblica, “molti disabili e anziani non autosufficienti e non potranno più permettersi la riabilitazioni che potrebbero arrivare ai 2mila euro al mese, se si è costretti a sedute quotidiane”.

Per trovare i fondi, si legge però nella risoluzione, si procederà “a una rigorosa ricostruzione della verità di bilancio al fine di individuare risorse certe attraverso la ricognizione di tutte le situazioni debitorie e potenzialmente debitorie dirette e indirette, ovvero afferenti a enti regionali e società partecipate, a dare comunicazione alla Corte dei conti delle risultanze riscontrate e delle condotte assunte, anche in ordine alla modalità di partecipazione e di approvazione dei bilanci di Enti regionali e società partecipate”.

Per l’anno in corso, ha comunque garantito l’assessore al ramo, Silvio Paolucci del Partito democratico, “i fondi disponibili ammontano a 4 milioni di euro, che diventeranno 15 nel 2015 e 12 nel 2016, con un preciso impegno che sarà contenuto anche nel documento di programmazione economica e finanziaria”. Con quei quattrini si potranno intanto esentare le fasce di popolazione sotto i 13 mila euro di reddito, e se il beneficiario è un minore fino a 26 mila euro.

Queste risorse deriveranno però da fondi di bilancio, in quanto le prestazioni riabilitative non possono gravare sulle spese sanitarie, perché altrimenti si determinerebbe distrazione dei fondi della sanità.

La Giunta si è comunque impegnata a redigere un disciplinare che dovrà passare prima al suo interno e poi sarà vagliato dal Consiglio.

LA BATTAGLIA IN AULA

Prima dell’approvazione della risoluzione in aula è stata battaglia tra maggioranza e opposizione.

L’ex commissario ala sanità e presidente della Regione Gianni Chiodi, oggi in consigliere regionale di Forza Italia, ha lanciato accuse al presidente D’Alfonso, chiedendosi “che sinistra siete se il primo provvedimento in materia sanitaria che realizzate va a colpire i cittadini con gravi problemi”.

E ha evidenziato che, anche se saranno esentate le fasce deboli, per tantissimi cittadini che hanno un reddito di poco superiore, appartenenti alla classe media sempre più in difficoltà, “la riabilitazione avrà costi altissimi, non sostenibili”.

“Il tavolo di monitoraggio romano – ha ricordato l’ex commissario – ha provato a obbligarmi a inserire tale compartecipazione per le cure riabilitative, ma mi sono sempre opposto, perché nella situazione preoccupante in cui vivono oggi molte famiglie, è inaccettabile pensare di introdurre un nuovo ticket”.

Sulla stessa linea il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri, a nome di tutti i consiglieri.

“Avendo noi richiesto la convocazione del Consiglio regionale straordinario, il centrosinistra è stato costretto a presentare, in fretta e furia, una variazione di bilancio che garantisce la copertura della compartecipazione per il 2014 e questa questa è sicuramente una prima parziale vittoria – afferma – Le questioni che la maggioranza non ha ancora chiarito e sulle quale insistiamo sono: come verrà applicato il ticket? E soprattutto, con quali fondi? Resta il pericolo di questa ‘mannaia’ che potrebbe colpire le famiglie abruzzesi e i Comuni, ma noi continueremo a vigilare con la volontà di fare un’opposizione ferma e determinata”.

“Spendete soldi per rifarvi gli uffici nuovi, e fate pagare le rette residenziali alle famigli, il ticket di compartecipazione a carico dell’utente o dei comuni per le residenze assistenziali per anziani e per le prestazioni riabilitative”, ha incalzato a sua volta il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari, che ha chiesto la sospensione del provvedimento.

Ma per la maggioranza la colpa è della precedente amministrazione regionale”, come scritto nero su bianco nella risoluzione approvata, amministrazione che “non ha individuato colpevolmente alcuna risorsa da destinare ai comuni, lasciando di fatto soli i disabili e le famiglie, rendendo così una necessaria urgente variazione di bilancio”.

A rincarare la dose, il sottosegretario della Giunta regionale, Camillo D’Alessandro, del Pd, secondo il quale il dibattito in aula “ha svelato la verità sui ticket: Chiodi e la sua ex maggioranza devono chiedere scusa ai disabili perché hanno raccontato bugie, facendo immaginare che il problema della compartecipazione non esistesse, rinviando il problema e non stanziando fondi nell’attuale bilancio”.

“Siamo stati noi che abbiamo proposto la variazione di bilancio per salvare le prestazioni. Ora andiamo avanti con l’operazione verità sul bilancio – aggiunge D’Alessandro – dobbiamo stanziare risorse certe per far fronte alle esigenze degli utenti. Il centrodestra ha tentato di strumentalizzare il dolore ed è stato scoperto e smentito”.

“Spero che in futuro il centrodestra – conclude D’Alessandro – si misuri su altri temi, evitando di giocare sulla salute della gente”.

Esprime la sue perpessità il capogruppo del Nuovo centro destra Giorgio D’Ignazio.

” L’introduzione della compartecipazione determinerebbe un aggravio sulle casse comunali e, nel tempo, una diminuzione della quota regionale – spiega il consigliere  -e le differenti soglie di esenzioni comunali per i redditi Isee potrebbero inoltre dar luogo a casi paradossali, in cui un residente di un Comune potrebbe risultare esente dal pagamento della quota mentre uno di un altro Comune, pur con un reddito notevolmente inferiore, potrebbe essere costretto a versare la quota per intero”.

“Ho infine voluto sottolineare – aggiunge D’Ignazio –  la mancanza di un vero e proprio coordinamento socio-sanitario che rappresenta una grave pecca per una regione che voglia realmente uscire dalla crisi e l’assoluta necessità di puntare su un piano di zona dal carattere socio-sanitario per il futuro, che miri al potenziamento della rete assistenziale ed all’offerta di strutture riabilitative adeguate”.