L’AQUILA – Una “porcata”, una “cosa mai vista”, e ancora una “sveltina” e una “tagliola”. Non lesinano aggettivi iperbolici i consiglieri regionali dell’opposizione di centrodestra e del Movimento 5 stelle che in conferenza stampa direttamente nella sala dell’emiciclo sventolano e lanciano strali contro il subemendamento del consigliere Camillo D’Alessandro del Partito democratico, che intende modificare il regolamento interno dei lavori del Consiglio regionale. E che a loro dire impedirebbe all’opposizione di presentare emendamenti ai provvedimenti “urgenti” della maggioranza. Con l’urgenza decisa però dal presidente della Giunta Luciano D’Alfonso o da un suo assessore.

“Nessuna ghigliottina, nessun bavaglio”,  replica a stretto giro D’Alessandro, secondo il quale “le opposizioni avranno il diritto di presentare emendamenti e subemendamenti, ma in caso di urgenza gli abruzzesi hanno il diritto ad un Consiglio che decide, che non rinvia, che non si perde nell’inutile ginnastica dell’ostruzionismo volta solo, alla fine, a bloccare l’Abruzzo”

Il testo presentato, e che potrebbe essere discusso nel corso della serata, istituisce gli “emendamenti d’urgenza della Giunta regionale” in deroga ai commi 3,4,5 e 6 e all’articolo 99 del Regolamento.

Tali emendamenti d’urgenza – si legge nel testo presentato solo un giorno fa – servirebbero ad esprimere “l’orientamento conclusivo” di un provvedimento e possono riguardare sia una parte che l’intero testo di una legge in discussione. Inoltre gli emendamenti presentati d’urgenza dalla Giunta non possono essere a loro volta emendati.

Per le opposizioni si tratterebbe quindi di un vero e proprio tentativo di ridimensionare l’autonomia del Consiglio, impedendo il confronto democratico e subordinandolo alle volontà dell’organo amministrativo.

E promettono battaglia nel consiglio rinviato in serata, già reso a dir poco problematico dalla difficile quadra, anche all’interno della maggioranza, sul rifinanziamento all’Istituzione sinfonica abruzzese, e per l’approvazione della legge di riordino delle Provincie con contestuale necessità di trovare coperture per il trasporto dei disabili.

“E’ un qualcosa di inqualificabile – tuona Mauro Febbo di Forza Italia –  mai nessuno si è mai permesso di fare una simile porcata, in 45 anni che è stata istituita la Regione. Se lo avessimo fatto noi quando governavamo noi, ci avrebbero dato dei fascisti, ci avrebbero mandato i black blok sotto l’Emiciclo. Ci meraviglia che uomini e donne, espressione di partiti e forze politiche che hanno sempre sbandierato come loro principi cardine la democrazia, la libertà, il confronto leale e la partecipazione possano permettere che si mortifichi in questo modo l’Assise regionale”.

Ha parole altrettanto dure Sara Marcozzi del Movimento 5 stelle.

Una semplice modifica al regolamento introduce una tagliola, che mina il bilanciamento tra quelle che sono le prerogative della maggioranza che ha vinto le elezioni e quelle della minoranza che ha diritto di opporsi, fare proposte migliorare con emendamenti i provvedimenti anche più urgenti.”

“Con questa sveltina – aggiunge Marcozzi – che arriverà come tante altre, alle 4 di mattina si toglie la parola non solo ai consiglieri di opposizione, ma anche ai cittadini”.

Di ben altro avviso D’Alessandro.

“Le opposizioni – puntualizza – avranno il diritto di presentare emendamenti e subemendamenti, ma in caso di urgenza gli abruzzesi hanno il diritto ad un Consiglio che decide, che non rinvia, che non si perde nell’inutile ginnastica volta solo, alla fine, a bloccare l’Abruzzo. La norma presentata, mutuata da altri Consigli regionali, sposta il confronto politico dalla chiacchiera alla proposta”.

E ancora un incontenibile D’Alessandro afferma che “il vecchiume della politica vorrebbe ancora rendere il Consiglio regionale la palude dove non si decide mai, dove la ‘bravura’ si misura non sulla capacità di fare proposte, ma sulla quantità di emendamenti ostruzionistici che si presentano. Questa è una norma che varrà per sempre. Oggi per noi, domani a chi avrà la maggioranza dei consensi”.
Insomma D’laesanro conferma che l’obiettivo è dire basta allla “piaga del peggiore ostruzionismo”.
“Se proprio vogliamo fare la storia – conclude D’Alessandro – mai forze politiche che si scontravano duramente, come Pci, Msi e Dc hanno mai pensato di usare e abusare dell’ostruzionismo.In 15 mesi l’opposizione non ha saputo fare altro. Ogni volta una minaccia, ogni volta una guerriglia. Confondono il ruolo del sottoscritto all’opposizione con qualche altro oppositore. Negli anni, innumerevoli volte, con il PD all’apposizione, ho garantito approvazioni e numero legale”.

IL TESTO DEL SUBEMENDAMENTO

Dopo il comma 1 dell’articolo 1 bis dell’emendamento 3 è aggiunto il seguente:

6 bis

in deroga quanto previsto dai commi 3,4,5, e 6 ed all’articolo 99, se giunta ravvisa motivi di urgenza e necessità di un approvazione celere di un progetto di legge, preso atto del contenuto degli eventuali emendamenti e subemendamenti presentati e numerati, prima della discussione dei singoli articoli, ha facoltà di proporre, sia in consiglio, sia nella commissione competente a cui è assegnato il progetto di legge, uno o più emendamenti necessari ad esprimere l’orientamento conclusivo del provvedimento. Tali emendamenti sono denominati “emendamenti d’urgenza”.

6 ter

L’ emendamento o gli emendamenti di urgenza possono essere riferiti sia ai singoli articoli sia all’intero testo e sono votati per primi. la loro approvazione determina la decadenza di ogni altro emendamento e subemendamento.

6 quater

Gli emendamenti d’urgenza possono contenere in tutto o in parte il contenuto del testo originario dei singoli articoli del progetto di legge in discussione, possono contenere in tutto o in parte il contenuto degli emendamenti e subemendamenti presentati, possono essere modificativi, aggiuntivi, sostitutivi, purchè non intrusi.

6 quinques

Agli emendamenti di urgenza non possono essere presentati subemendamenti.

6 sexies

Possono presentare emendamenti d’urgenza a nome della giunta il presidente della Giunta o il componente per materia dell’esecutivo regionale

7 septies

Il proponente l’emendamento d’urgenza riferisce in Consiglio o in commissione circa le ragioni dell’urgenza. Concluso l’intervento il presidente del consiglio o di commissione senza discussione sospende temporaneamente i lavori del consiglio o della commissione per consentirne la formulazione dando comunicazione sull’orario della ripresa.