L’AQUILA  – Come previsto, e come stabilito ieri nel summit dei consiglieri e assessori del centrodestra di Francavilla al Mare, oggi in pima commissione Bilancio è stata approvata a maggioranza,  e senza scossoni la legge di assestamento, con le opposizioni di centrosinistra ed M5s, che hanno espresso voto contrario. E come imposto ieri dal presidente Marco Marsilio, di Fdi, per riportare la pace, seppur armata, dentro la sua truppa, il capogruppo Fdi Massimo Verrecchia ha ritirato gli emendamenti  (firmati pressoché da tutti i consiglieri Fdi e anche di altri partiti) che intendevano cancellare i tre articoli della discordia, inseriti dall’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, con cui Verrecchia è politicamente ai ferri corti, e che prevedono finanziamenti mirati al comune di Secinaro, per 50mila euro per un cimitero, 300mila euro per il polo museale di Avezzano, e ben 350 mila euro per una piscina a Lecce dei Marsi, tutti e tre comuni feudi elettorali dell’assessore, medico chirurgo ed ex sindaco di Trasacco. E sono stati poi ritirati tutti gli altri emendamenti, ad esempio quelli di Antonietta La Porta, di Forza Italia, con piccoli finanziamenti a varie associazioni e iniziative del suo territorio sulmonese e della provincia di Chieti.

Quali emendamenti al testo base saranno ripresentati, e approvati, lo si saprà solo in aula, oggi pomeriggio, dopo la conferenza dei capigruppo, iniziata in ritardo.

La pace armata ieri Marsilio l’ha ottenuta anche inducendo a miti consigli sia la Lega che Forza Italia, garantendo che saranno finanziate, con un budget disponibile non precisato, anche emendamenti da loro presentati, per rifinanziare leggi che stanno a cuore ai due partiti, e per compensare così le misure introdotte da Quaglieri, che si avviano dunque a certa approvazione.

Le opposizioni punteranno tutta l’offensiva politica della giornata sul progetto di legge che intende cancellare gli oltre 22 milioni di fondi a pioggia, approvati a fine dicembre, distribuiti a discrezione  da tutti i consiglieri (compresi quelli del centrosinistra) a 2.300 tra associazioni culturali, sportive, di protezione civile, proloco per eventi e piccoli interventi nei Comuni. Per destinare i soldi in primis alla riduzione del costo dei trasporti, intanto aumenti in media del 20%. E anche qui però il centrodestra farà quadrato a difesa dei fondi cosiddetti a pioggia, ritenuti invece utili e il modo più efficace per finanziare anche le piccole attività e iniziative.

Sarebbe clamoroso dunque che anche l’opposizione inserisca emendamenti ad hoc, nella legge di assestamento, magari agitando l’arma dell’ostruzionismo, per costringere la maggioranza a scendere a patti e dividere la torta. Come avvenuto proprio a fine 2023, con l’approvazione del maxiemendamento dei fondi a pioggia, ora tanto vituperato.

Nell’assettamento ci sono poi altri importanti provvedimenti, tra cui l’incremento a ben 11,7 milioni di euro fino al 2026, delle risorse necessarie a rifinanziare la legge 32 del 2021, fortemente voluta da Marsilio, “Interventi di contrasto allo spopolamento delle aree montane”, che prevede incentivi  a coppie che mettono al mondo figli e neo residenti, almeno per i successivi 5 anni, nei piccoli paesi d’Abruzzo, soggetti al drammatico fenomeno dello spopolamento.

E ancora  risorse finanziarie aggiuntive pari ad euro 300.000,00 per l’esercizio 2024 e ad euro 2.160.000,00 per le annualità correnti dal 2025, per potenziare l’Agenzia Regionale dell’Informatica e della Committenza.

Ci sono anche 800mila euro a favore della Fira, la finanziaria regionale, per la gestione delle piscine Naiadi di Pescara. E ai “fini del reperimento delle risorse necessarie a garantire la copertura finanziaria degli interventi volti alla realizzazione dell’immobile da adibire a Sede Unica della Regione Abruzzo in Pescara”, e la Regione potrà autorizzare il ricorso all’indebitamento, nei termini che verranno definiti con successivo provvedimento normativo. Vengono ripristinati, ovvero rimessi in cassa 1 milione di euro per la copertura di spese per liti e transazioni legali, sottratte a maggio nella manovra che ha dovuto coprire 122 milioni di debiti della sanità macinati nel 2023.