L’AQUILA – Spunta la figura dell’onorevole Sabatino Aracu per la carica di segretario provinciale del Popolo della libertà dell’Aquila.

L’indicazione, secondo quanto apprende AbruzzoWeb, è avvenuta durante il coordinamento regionale del partito, riunito questo pomeriggio a Pescara, direttamente dal coordinatore uscente, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante.

A causa delle nuove regole dettate a livello nazionale Giuliante è incompatibile con l’incarico per il suo ruolo ricoperto nella Giunta del governatore, Gianni Chiodi.

L’investitura ha preso un po’ di sorpresa il Pdl locale, che si aspettava una soluzione “interna” alla fazione giuliantiana degli ex Alleanza nazionale: per un periodo erano circolati i nomi di Salvatore Santangelo, dirigente regionale del partito, e quello di Guido Liris.

Tutti e due, però, per ricoprire l’incarico avrebbero dovuto chiedere una deroga a Roma, visto che la norma sulle incompatibilità riguarda anche gli assessori provinciali, in questo caso Liris, e i componenti dei consigli di amministrazione delle società a partecipazione pubblica, come Santangelo che è vice presidente della Gran Sasso Acqua, che si occupa del ciclo idrico nel territorio aquilano.

A quel punto si è cercata un’alternativa in Maximilian Di Pasquale, vice direttore della società di trasporto pubblico pescarese Gtm, e in Alfonso Magliocco, dirigente provinciale pidiellino e responsabile della segreteria in Regione di Giuliante. Mentre il primo sembrava aver declinato l’offerta, il secondo pareva averci “fatto la bocca” all’investitura.

L’iniziativa presa oggi da Giuliante, invece, fa piazza pulita del totosegretario in corso e rimette in pista il deputato aquilano, ma da tempo gravitante nell’area di Sulmona e della Valle Peligna, uscito un po’ appannato da una serie di vicende giudiziarie che lo hanno riguardato.

In particolare, l’esponente del Pdl, parlamentare sin dal lontano 1996 e con quattro legislature alle spalle, è stato tirato in ballo nell’inchiesta denominata “Sanitopoli” sulle tangenti ai politici versate dall’imprenditore delle cliniche private Vincenzo Angelini.

Per questa accusa gli è stato eseguito un sequestro preventivo di beni, una casa a Pescara e quattro dipinti, per un valore di circa un milione di euro.

Durante la campagna di tesseramento al Pdl, come aveva riportato il nostro giornale, Aracu aveva raccolto circa 1.000 adesioni, pacchetto che era andato a finire nel “bottino” di Giuliante, che ne aveva fatte, invece, più di 1.500, su un totale complessivo del coordinamento aquilano di poco meno di 5 mila.

Adesso si attende la data di convocazione del congresso, probabilmente il prossimo 5 febbraio, per vedere se la proposta di Giuliante ha un fondamento o è stata una scelta dettata da una delle infinite strategie che l’assessore sa abilmente mettere in campo quando si trova di fronte a passaggi cruciali, che in questo momento sono due: le elezioni di primavera al Comune dell’Aquila e la lunga rincorsa per il rinnovo del Parlamento, previsto per l’anno prossimo, ma che le misure draconiane del premier, Mario Monti, e l’insofferenza che agita i partiti, potrebbero anticipare di qualche mese.