L’AQUILA – Scoppia la polemica nel Pd in Consiglio comunale. Non è andata giù all’assessore all’Ambiente Alfredo Moroni (nella foto) l’uscita dall’aula, definita “strategica”, del consigliere Antonello Bernardi al momento della votazione del regolamento per l’edilizia sostenibile ed il risparmio energetico. Provvedimento peri l quale sarebbero stati necessari almeno venti voti favorevoli: al momento della votazione in aula, nella seduta di ieri, erano presenti solamente 16 consiglieri di maggioranza.
L’assenza di Bernardi, nonostante non fosse decisiva per il raggiungimento del quorum necessario per l’approvazione del provvedimento, è stata duramente stigmatizzata da Moroni.
“Lunedì andremo a Firenze, nell’ambito del convegno nazionale promosso da Legambiente sull’ecosistema urbano – ha dichiarato Moroni – dove siamo stati invitati a presentare proprio il nostro regolamento sull’edilizia sostenibile, per la sua valenza innovativa. Spiace constatare che questo strumento, fondamentale per la ricostruzione della città e oggetto di altissime attenzioni a livello nazionale, sia stato affossato dalla mancanza del numero legale alla votazione, dovuta a sua volta, e questa è la ragione della mia amarezza all’uscita “strategica” dall’aula del consigliere Antonello Bernardi, che fa parte del Pd e dunque della nostra maggioranza”.
Non è questo l’unico scricchiolio della maggioranza guidata dal sindaco Massimo Cialente: per il rotto della cuffia, e solo al terzo tentativo, il Consiglio comunale è riuscito ad approvare la viariante al Prg necessaria per la realizzazione di un centro di ricerca finanziato dall’Eni a sostegno dell’Università dell’Aquila.
L’Eni ha messo a disposizione dell’ateneo aquilano risorse pari a 20 milioni di euro per tre anni allo scopo di realizzare un centro di ricerca, dotato di laboratori scientifici e strutture didattiche e residenziali che potranno ospitare fino a 100 ricercatori e studenti, oltre a 50 borse di studio per dottorati di ricerca e contratti a progetto.
Per l’attuazione dell’iniziativa l’università ha individuato terreni di sua proprietà, in zona “Casale calore”, per complessivi 30mila metri quadri, rispetto ai quali il consiglio ha deliberato la modifica della relativa destinazione d’uso da aree agricole a superfici per attrezzature generali, onde consentire la realizzazione dell’intervento






