L’AQUILA – “Quando il sindaco Massimo Cialente, che oggi sembra ‘Alice nel paese delle meraviglie’, decise di acquisire al patrimonio comunale gli alloggi delle new town e i M.a.p. noi, in Consiglio comunale, lo invitammo a riflettere meglio. Ora il disastro si è materializzato e il Comune va incontro al dissesto finanziario”. 

Lo hanno detto in conferenza stampa ieri i consiglieri di opposizione del Comune dell’Aquila Giorgio De Matteis, Emanuele Imprudente, Luigi D’Eramo e Daniele Ferella, sulla situazione del sequestro degli 800 balconi del Progetto C.a.s.e. e dello sgombero di un’intera piastra, la prima ma forse non l’ultima a essere chiusa considerate le criticità che stanno via via emergendo. 

“Con l’acquisizione al patrimonio del C.a.s.e., nel settembre 2012, è stato sancito un passaggio irreversibile”, le parole di De Matteis, che ha aggiunto: “La maggioranza in Consiglio non volle neppure considerare la possibilità di lasciare a carico dello Stato, per almeno 10 anni, la manutenzione degli edifici. E ora siamo alla catastrofe economica e politica, con Cialente scaricato sia dal premier Matteo Renzi che dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli“. 

Per i 4 consiglieri comunali “La chiusura anticipata dell’emergenza, voluta da Cialente e dal centrosinistra per poter gestire in proprio la situazione, si è rivelata un errore politico stratosferico, le cui conseguenze ricadranno sui cittadini che saranno costretti a subire pesanti salassi per dar modo al Comune di eseguire la manutenzione straordinaria sugli alloggi post-sisma”. 

I consiglieri, tra l’altro, hanno accusato Cialente di aver scambiato “la sòla per una grande opportunità”.

Una polemica forte è stata rivolta anche al centrodestra, vedi Forza Italia, “che imperversa con la politica degli annunci”.

Nel mirino anche il presidente della V Commissione Raffaele Daniele “che, forse per stanchezza, non ha calendarizzato gli incontri su questo spinoso problema“.