L’AQUILA – “Come sono state selezionate, e in base a quali criteri, le suddette associazioni? Perché non è stata resa pubblica la volontà, da parte dell’Ufficio Smart City, di voler partecipare ad un bando che prevede un finanziamento pubblico e un partenariato con associazioni del territorio?”.
È polemica sul progetto “Si – Spazio Idee” che vede il Comune dell’Aquila capofila di una cordata di associazioni partner in risposta al bando europeo “MeetYoungCities: Social innovation e partecipazione per i giovani Comuni italiani”.
In una dura nota il movimento civico Appello Per L’Aquila attacca l’amministrazione circa le modalità di coinvolgimento delle associazioni che rientrano in questo progetto, ovvero Associazioni Disabili, FabLabaq, L’Aquila che rinasce, Policentrica, Re- generation, Socioplan, Tecla e ViviamolAq.
“Nella nota con la quale la Giunta comunale ha annunciato l’approvazione della partecipazione del Comune al bando – ricorda Apl nella nota – si legge che ‘per rispondere al suddetto avviso, il Comune, attraverso il Settore Ambiente e Partecipate, Ufficio Smart City, ha coinvolto nella redazione della proposta progettuale, il Coordinamento delle associazioni”.
“Perché in un progetto in cui sono centrali i temi dei giovani e della partecipazione – dice Apl – sono clamorosamente assenti gli assessorati alle politiche giovanili e alla partecipazione e si è lasciato tutto in mano all’Assessore con delega alla ‘smart city’, (Alfredo Morini, ndr)?. Queste le domande che ci siamo posti leggendo la delibera di Giunta, che ignorando consapevolmente gli elenchi comunali delle associazioni culturali e di promozione sociale ha arbitrariamente coinvolto solo alcuni soggetti. Il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati avrebbe magari portato con il loro apporto ad un progetto migliore con maggiore possibilità di essere finanziato”.
Apl parla di una “modalità che si reitera in maniera dubbia se non sospetta” legando questa vicenda a quella dei “Fondi Meloni” con le polemiche legate al mancato coinvolgimento di alcune associazioni nella riunione in cui si ipotizzava di destinarli all’ex asilo di viale Duca degli Abruzzi.
“Come già detto – prosegue la nota – è inoltre gravissima l’attribuzione della competenza, soprattutto perché in poco tempo siamo al secondo caso analogo: già nel recepire in bilancio i 2 milioni dei cosiddetti “Fondi Meloni”, destinati dalla Regione alle politiche sociali, questa amministrazione ha ignorato l’assessorato competente indirizzando i fondi all’Assessorato al Patrimonio, lo stesso che detiene la delega alla smart city. Anche perché la pratica dei “Fondi Meloni” era stata seguita negli anni dall’allora assessora alle Politiche sociali Stefania Pezzopane e anche in quel caso era previsto il recupero di uno spazio di proprietà comunale”.
“Viene da pensare che mutando il peso specifico degli assessori cambino anche le loro competenze nella gestione dei fondi. Ma che modo di amministrare è? Ci aspettiamo risposte chiare, che probabilmente non arriveranno, perché l’amministrazione Cialente ha nell’ambiguità un tratto distintivo. Continueremo a dare battaglia dentro e fuori il Consiglio comunale fino a quando su questa vicenda non verrà fatta massima chiarezza”, conclude la nota.






