L’AQUILA – Torna a riunirsi oggi il Consiglio comunale dell’Aquila, e lo farà portandosi dietro come di consueto un fardello che rallenta la macchina amministrativa, impone spese e assegna privilegi: quello dei monogruppi, composti da un solo consigliere comunale.

Nei due articoli precedenti AbruzzoWeb ha ascoltato i “monocapigruppo” dei cinque mini-schieramenti di centrosinistra e degli altrettanti riconducibili al centrodestra, per cercare di capire se esistano scenari possibili di semplificazione.

Il quadro che ne è emerso non lascia grandi speranze: forse un gruppo unico di sinistra, forse la nascita, dopo tre anni, di quello del Pdl, forse il centro…

Ma non è finita, ci vuole una terza serie di interviste per fissare il totale dei monogruppi a 14, cifra imbarazzante in un’assemblea di 41 consiglieri contando anche il sindaco, Massimo Cialente.

I quattro monogruppi rimasti sono nati nel modo più disparato: alcuni da una lista civica, altri dalle macerie di partiti scomparsi, qualcun altro, infine, per capriccio personale.

E anche qui bisogna registrare l’amara prospettiva che esistono poche, pochissime possibilità di riunificazione.

LUDOVICI (DC): ”APPOGGIO RUTELLI MA DEVO FORMALIZZARE L’ADESIONE”

Giuseppe Ludovici è stato eletto nel 2007 nella lista di Forza Italia e ha preso una baracca di voti, 505, il doppio, per dire, dell’attuale coordinatore comunale del Pdl, Enzo Lombardi.

Che ci fa allora, solo soletto, nel monogruppo della Democrazia cristiana storica, quella di Giuseppe Pizza, oggi alleata con il Pdl in ambito nazionale, ma nel 2006 al fianco dell’Unione e di Romano Prodi?

“Io sono democristiano da sempre – spiega – poi avevo aderito a Forza Italia e sono stato sempre il più votato. Ultimamente non mi ero trovato bene, e così sono passato nuovamente con la Dc”.

La permanenza nel monogruppo, tuttavia, dovrebbe terminare a breve.

“Adesso – svela Ludovici – mi sono avvicinato al gruppo di Alleanza per l’Italia, con Rutelli. La richiesta da parte mia è stata fatta, ma va formalizzata”. E che aspettiamo?

DURANTE: ”ALL’UDC APPENA POTRO’”

Adriano Durante nel 2007 è stato il secondo più votato dell’Udeur, il partito di Clemente Mastella che, sotto l’egida di Mimmo Srour, era una macchina da voti all’epoca delle elezioni che incoronarono Cialente.

Poi tutto è finito e il consigliere ha avuto la singolare idea di fondare un monogruppo legato nientemeno che al Partito popolare europeo, schieramento che si trova nell’Europarlamento, prerogativa che consente di fondare il gruppo nel Consiglio comunale aquilano, come previsto dall’articolo 25 dello Statuto.

“Quando l’Udeur si è sfasciato – ricorda Durante – ho cercato un’alternativa che mi consentisse di restare al centro del centrosinistra, e così è nato il Ppe. L’idea è quella di approdare all’Udc appena si potrà, mi pare l’unica possibilità”.

Ma con il monogruppo aumentano le spese dell’Ente, in particolare i gettoni di presenza al capogruppo, che partecipa a tutte le commissioni per 40 euro a riunione. Durante lancia lo slogan: “Non è questione di gettone, ma di passione”.

FACCIA (L’AQUILA CITTA’ UNITA): ”ERO VICINO A FLI MA CI STO PENSANDO SU”

Luigi Faccia è stato eletto con la lista civica L’Aquila città unita capeggiata dal candidato sindaco Angelo De Nicola che, eletto consigliere, si dimise dopo la prima seduta, non essendo riuscito a conquistare la fascia tricolore, suo unico obiettivo.

E per quattro anni Faccia è rimasto fedele al monogruppo della lista civica d’elezione.

“Non vedo possibilità di adesione ad altri gruppi – ammette oggi – Per le mie convinzioni politiche non potrei mai passare con la sinistra, mentre a destra non mi stanno piacendo”.

Una voce su Faccia girava, quella del passaggio a Futuro e libertà per l’Italia, e anzi, nel precedente articolo di AbruzzoWeb, il capogruppo Enrico Verini ha speso proprio il suo nome per annunciare che i finiani presto non saranno più un monogruppo. Ma l’interessato è più prudente.

“Mi danno tutti vicino Fli – spiega – ma dopo tutto quello che è successo con il cambio di coordinatore regionale (da Giampiero Catone a Daniele Toto, ndr) ci sto pensando su”.

DE RUBEIS: ”ADERIREI AL CENTRO, MA SOLO CON STRATEGIA VERA”

“Per il momento resto dove sto. Se ci fosse un raggruppamento di centro non avrei nulla in contrario ad aderire, ma con una strategia vera”.

Come molti suoi colleghi, Giampaolo De Rubeis si dice disponibile a mollare il monogruppo della lista civica Impegno per L’Aquila, però non a tutti i costi. Cosa che invece aveva fatto Franco Colonna, a cui è subentrato dopo le dimissioni, che evitò di formare il monogruppo e aderì a Sinistra democratica.

Anche a De Ruberis, però, la nascita di un gruppo unico di centro sembra un’ipotesi improbabile nel breve lasso di tempo rimasto prima delle prossime elezioni. “Si vedrà tra un anno, più probabilmente. Certo non andrò mai con il centrodestra”, conclude.

QUELLI CHE… NIENTE MONOGRUPPO

Per chiudere questo lungo viaggio nei 14 monogruppi del Consiglio comunale aquilano, è bene citare anche quelli che, fuoriusciti da un partito o da una lista, invece di fondare un monogruppo con una scusa qualunque, “in attesa di” o “in vista di”, hanno aderito più semplicemente al gruppo misto, come buon senso ed educazione politica consiglierebbero.

A elencarli è il capogruppo, Pasquale Corriere, pure lui reduce dal “mitico” gruppo dei mastelliani.

“Da quando si è sgretolato l’Udeur – ricorda – sono nel gruppo misto, e misti lo siamo nel vero senso della parola: ci sono Gino Di Carlo, ex Udeur, Francesco Pistoia, ex Margherita, Francesco Valentini, ex Ds, e Angelo Corrado Sciomenta, ex Udc”.

Alcuni di questi sono stati votatissimi nel 2007 (Valentini il più votato in assoluto del centrosinistra, di poco sotto solo a Vito Colonna di An) e oggi sostanzialmente fuori dai giochi dei grandi gruppi.

ARTICOLI CORRELATI:

LA CARICA DEI MONOGRUPPI: I VANTAGGI DELLA ”CASTA”

IL CENTROSINISTRA: SOGNI DI UNITA’, MA SI RESTA DIVISI

IL CENTRODESTRA: ASPETTANDO IL PDL CI SONO ANCORA FORZA ITALIA E AN