CHIETI – “C’é il rischio concreto che il provvedimento approvato dal Comune di Ari si trasformi in un forte deterrente per chi, soprattutto i più giovani, ha intenzione di investire nell’apertura di un locale pubblico in paese”.
Lo afferma presidente provinciale di Confcommercio Angelo Allegrino sul regolamento per l’esercizio delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande approvato dal consiglio comunale di Ari.
In una lettera al sindaco e al prefetto di Chieti, la Confcommercio sottolinea che la delibera è contraria alla normativa regionale, che prevede l’esclusione di qualunque parametro che possa essere restrittivo della pubblica concorrenza. Tra gli adempimenti introdotti dal Comune di Ari, oltre ai tre criteri qualitativi che ricorrono nei piani di quasi tutti i Comuni ovvero esposizione chiara dei listini prezzi, utilizzo di apparecchiature a risparmio energetico, livello adeguato di differenziazione dei rifiuti , l’amministrazione richiede per l’apertura di un bar o di un ristorante la disponibilità di un posto auto per ogni metro quadrato di superficie del locale, superficie dei servizi igienici superiore a quella prevista dalla legge, insonorizzazione del locale, impegno del gestore a garantire la manutenzione del verde pubblico e obbligo per lo stesso di aderire a qualunque consorzio dovesse sorgere per la valorizzazione dei prodotti tipici locali e per la promozione turistica e commerciale di Ari.
“Obblighi – puntualizza Allegrino – che diventano solo degli ostacoli a nuove aperture, in un paese dove ci sono appena 5 pubblici esercizi: un ristorante e 4 bar. Non possiamo tollerarlo e difenderemo le nostre istanze in tutte le sedi. Per questo ci meraviglia che un’altra associazione abbia invece dato parere favorevole ad un provvedimento che non porta nessun beneficio per il comparto commerciale di Ari”.





