ROMA – Frontiere aperte tra i Paesi dell’Unione europea non solo a turisti e viaggiatori, ma anche a 150 mila lavoratori stagionali comunitari regolari, necessari per salvare i raccolti nazionali nelle campagne.

E’ quanto stima la Coldiretti, in riferimento alla riapertura dei confini senza obbligo di quarantena nell’area Schengen.

La comunità di lavoratori agricoli stranieri più presente in Italia, ricorda la Coldiretti, è quella rumena, con 107.591 occupati.

Seguono fra quelle europee la polacca (13.134) e la bulgara (11.261).

Numeri che contribuiscono a colmare il gap attuale nei campi, dopo la proroga fino al 31/12 dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza.

La Coldiretti ricorda anche che è stato ottenuto che le attività prestate da parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro subordinato o autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.

In questo contesto, dopo la regolarizzazione, secondo la Coldiretti, è necessaria anche una radicale semplificazione del voucher agricolo, che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne.