PESCARA – Sala gremita, urla contro la maggioranza di centrodestra, fischi ai loro interventi, tanto che è stato necessario interrompere due volte la seduta, da parte del presidente Marcello Antonelli, e far intervenire la polizia municipale, per placare il pubblico.
Come da previsione, scontata della vigilia, ieri pomeriggio altissima tensione nella seduta straordinaria del consiglio comunale di Pescara, con al centro non tanto i fondi Pnrr e la gestione delle opere pubbliche, quanto piuttosto la clamorosa inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti il dirigente dei lavori pubblici Fabrizio Trisi, fino a qualche settimana fa fedelissimo del sindaco Carlo Masci, di Forza Italia, con le pesantissime accuse di appalti truccati, in cambio di cene, soldi e cocaina, quest’ultima consumata tranquillamente anche in Comune, assieme ad altri due dipendenti denunciati.
Il vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, insieme ad altri manifestanti, ha tenuto un flash mob in piazza Italia, brandendo striscioni e scritte del tipo, “Masci, se ami Pescara, dimettiti”, “Una amministrazione stupefacente” “Non so, non ho visto e se c’ero dormivo”.
“Ormai è chiaro che la città di Pescara ha bocciato l’amministrazione Masci su tutti i fronti – ha affermato l’esponente pentastellato – Del resto sono settimane che la parte onesta della città chiede le dimissioni del sindaco e della sua giunta, che con l’inchiesta denominata “tana delle tigri” ha toccato il fondo di un pozzo che ha scavato per anni. Anni di arroganza istituzionale che ha reso questo centrodestra sordo alle richieste dei liberi cittadini, dei comitati e delle associazioni”.
Bordate poi dentro l’aula dai capigruppo del Pd, Piero Giampietro, e del M5s, Erika Alessandrini, che hanno bocciato senza appello l’andamento della spesa dei fondi del Pnrr.
“Voglio esprimere tutta la mia solidarietà ai cittadini pescaresi che oggi hanno protestato per una gestione inadeguata e poco trasparente della cosa pubblica che va avanti da troppi anni”, ha detto Alessandrini. E ha rincarato la dose Gianpietro: “l’amministrazione ha chiuso gli occhi e le orecchie di fronte alle richieste dei cittadini, di aver usato il Pnrr come un clava mentre le risorse per la manutenzione sono finite nel buco nero di viale Marconi. Oggi è meglio il commissario”.
Fischi al parlamentare di Fdi Guerino Testa, secondo cui “Trisi è stato assunto dopo una selezione, ed è stato giudicato dal Nucleo di valutazione indipendente. Non si può pensare alle dimissioni o al commissario per alcuni progetti non condivisi. Saranno i cittadini a decidere, alle elezioni, ma il Comune è stato virtuoso, per i 74 progetti presentati per il Pnrr e i 62 milioni ricevuti».
Nazario Pagano, deputato di Forza Italia, ha ammesso che “è stato commesso un errore a scegliere quel dirigente. Ma chi non commette errori? La maggioranza, che ha vinto le elezioni, si assume le responsabilità delle proprie scelte e sono fiero di quello che si sta facendo”.
Il consigliere regionale Vincenzo D’Incecco, ha detto che in democrazia “decide chi ha vinto le elezioni e che tra un anno ci sarà modo di scegliere a chi affidare la guida della città”.
In silenzio per tre ore il sindaco Masci, che ha preso la parola solo verso la conclusione per rispondere su specifiche contestazioni di interventi nelle opere pubbliche.
Ad intervenire anche il deputato Luciano D’Alfonso, ex sindaco ed ex presidente della Regione, accolto da uno scrosciante applauso delle opposizioni: “Adesso serve riorganizzare la macchina comunale per far sì che non accada più che uno si prenda l’appalto di tutte le decisioni. Scattiamo la fotografia sulla gravità dei fatti e creiamo la condizioni di garanzia affinché Pescara non patisca mai più questo abisso della qualità delle decisioni e dell’investimento pubblico”.
Il consiglio è terminato alle 23.30, cin l’approvazione di due ordini del giorno: quello della maggioranza invita sindaco e giunta “a proseguire nelle attività tecniche e amministrative in corso con la massima attenzione e celerità rispetto a tutto il comparto dei lavori pubblici, garantendo la realizzazione delle opere finanziate con il Pnrr”, quello della minoranza, chiede al Comune “di costituirsi parte civile in caso di procedimento penale e a valutare la richiesta di risarcimento danni a carico di eventuali condannati”.






