L’AQUILA – Prosegue domani a Montereale (L’Aquila), il Festival Internazionale del Cinema naturalistico e ambientale.

Saranno quattro i documentari che contribuiranno, come ha detto il sindaco Anna Rita Laurenzi, ”alla ricostruzione sociale del borgo colpito dal terremoto, allargando semplicemente i nostri orizzonti, facendo conoscere altre culture, buone pratiche e realtà”.

I documentari saranno tre italiani e uno spagnolo. Si inizia alle 21 con ”Isole di fuoco” (9′) del regista siciliano Vittorio De Seta.

L’opera ci travolge con la potenza sovrumana della natura che colpisce, quando e come vuole, le isole Eolie, vittime delle eruzioni dei vulcani Stromboli e Vulcano.

Il documentario, premiato come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955, racconta con potente espressività le dure condizioni di vita dei pescatori siciliani.

Sulla telecamera, quasi coincidente con i volti dei poveri uomini, soli e spaventati, domina la furia del mare e il rumore delle eruzioni vulcaniche.

Nei primi piani, catturati dal regista, si percepisce il senso d’impotenza dell’uomo di fronte alla natura. 

Protagonista del documentario ”Il paesaggio con la bandiera arancione” (24′) di Daniele Cini invece una regione particolarmente attenta al rispetto dell’ambiente, la Liguria, o meglio i 13 comuni liguri che hanno ottenuto la bandiera arancione, il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano.

Il riconoscimento è rivolto alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità, oltre che per la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici.

”La terra della primavera perenne” (33′) dell’abruzzese Alessandro Di Federico è dedicata invece alla stagione del risveglio, la primavera, in Sicilia, il paesaggio dell’anima nel cuore del mediterraneo, un intero “continente” racchiuso in un’isola di 25000 chilometri quadrati, ospita oltre 70 preziose Riserve, importanti aree naturali per la conservazione della biodiversità.

In questa meravigliosa regione il Wwf, con 4 riserve naturali, è riuscito a proteggere e salvaguardare oltre 2000 ettari di ambienti rari e delicati.

La Riserva Saline di Trapani e Paceco è una delle prime aree istituite nel 1997 dalla Regione Sicilia e affidata al Wwf Italia, nel 1998 è istituita l’area protetta Lago Preola e Gorghi Tondi e, infine, nel 2000 le riserve naturali Capo Rama e Torre Salsa, quest’ultima già oasi WWF dal 1989.

Le specie-simbolo, protagoniste di questi luoghi incontaminati e protetti, sono la testuggine palustre siciliana degli specchi d’acqua di origine carsica a Lago Preola e Gorghi Tondi; la palma nana che caratterizza Capo Rama; la tartaruga caretta a Torre Salsa; il fenicottero delle Saline di Trapani e Paceco. 

Infine El largo vuelo del fenix, ”Il lungo volo della fenice”, 48′ di Manuela Gutiérrez.

Come canta Fabrizio De André “dal letame nascono i fiori”, così dalle ceneri rinascono i fenicotteri rosa, secondo il famoso mito della fenice.

Uccelli migratori, i fenicotteri, dopo il loro lungo viaggio arrivano in Andalusia, in una valle inondata di luce, Fuente de Piedra che i Romani chiamarono Fonte Divina.

Tornano a ogni stagione per ricreare i loro nidi di fango a tronco di cono, piccoli “vulcani” nei quali deporre ogni singolo uovo.

Quando i piccoli verranno alla luce, il colore biancastro del loro piumaggio sarà il residuo della cenere della loro rinascita.

Queste le altre serate e tappe del Festival: Montereale 10 agosto, Castelvecchio Subequo 12,13 e 14 agosto, Teramo 16, 17 e 18 agosto, e infine Tortoreto per la grande serata di gala e premiazione del 20 agosto.

Per  informazioni contattare il direttore del Festival, Riccardo Forti, al 3298839788, oppure lo staff e supporto stampa ai numeri 3295731426 – 3388617551 o alla mail [email protected] .