PESCARA – Tre le storie che si intrecciano nel film Speranza (Arezoo – La storia di Sara), una produzione italo-iraniana che ha scelto Pescara come set cinematografico.
Un’opera, presentata proprio a Pescara, della durata di 60 minuti, del regista italiano Bruno Spadaccini, su soggetto e sceneggiatura dell’iraniano Alai Ghodratalah.
“In primo piano – spiega Spadaccini – c’è soprattutto la storia di Sara, una bambina malata di cuore, che lascia Teheran per venire a curarsi a Pescara dove, al cospetto delle sofferenze e del dolore, si annullano le differenze culturali, religiose o di colore della pelle”.
Una storia vera, ispirata alla vicenda della nipotina dello stesso Alai Ghodratalah, conclusasi con la morte della piccola.
“Uno dei trait d’union tra le tre storie – prosegue Spadaccini – è costituito dalla presenza dell’arcangelo Gabriele, una figura alla quale sia i cristiani sia i musulmani riconoscono un grande valore e che quindi rappresenta un punto di contatto tra culture e religioni diverse”.
Il film, nei prossimi giorni, sarà proiettato in anteprima presso il Museo Colonna di Pescara e il ricavato sarà devoluto in beneficienza per la ricostruzione post-terremoto.
L’aspetto del dialogo tra popoli lontani è stato messo in evidenza anche dall’assessore comunale alla Cultura del Comune di Pescara, Giovanni Di Iacovo.
“Gli incontri tra culture producono sempre risultati positivi – dice – e a Pescara esiste un’ampia comunità iraniana, ben inserita nel tessuto sociale della città, che ha sempre portato cultura e socialità”.






