L’AQUILA – “Le ‘giustificazioni’ del direttore non si possono minimamente accettare. Caro Direttore, dovrete rendere conto a tutti gli italiani su come avete svolto ad oggi il vostro lavoro vista la drammatica situazione trovata 48 ore fa (carcasse di animali ovunque, animali feriti ed agonizzanti) e farò di tutto per portare questo vostro eccellente lavoro in Parlamento. Adesso basta. La pazienza è finita”.
Così, dai suoi profili social, l’attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzi che interviene sul noto caso dell’azienda agricola di Roio, all’Aquila, dove da anni gli animalisti denunciano le indicibili condizioni in cui sono costretti a vivere gli animali, dopo la nota inviata questa mattina dalla Asl dell’Aquila, a firma del direttore del servizio veterinario, Massimo Ciuffetelli.
Rizzi, inoltre, senza al momento aggiungere altre informazioni, annuncia: “Sabato 19 aprile tutti a L’Aquila. Presto i dettagli”.
Intanto, in un’intervista rilasciata al TgR, l’allevatore ha provato a difendersi: “Io non li ho maltrattati gli animali, mi è stato imposto di metterli in un posto sbagliato. È normale che ci sia fango quando piove, abbiamo tutti questo problema. Di mia spontanea volontà ho dovuto portarli da un prato e si sono salvati, eccetto uno piccolino che si era indebolito ma non per colpa mia”.
E questa mattina, dopo le numerose denunce dei giorni scorsi, e a seguito della visita dello stesso Rizzi in quello che ha definito “cimitero degli animali”, il direttore Ciuffetelli ha dichiarato che “Nell’ultimo mese e mezzo la Asl, assolvendo in pieno al suo compito, ha effettuato sopralluoghi e rilievi, inflitto sanzioni, impartito prescrizioni e inviato relazioni alle autorità competenti”.
E ha anche aggiunto: “Il nostro servizio ha fatto tutti gli interventi consentiti e previsti dalla legge. Domenica 6 aprile abbiamo effettuato un ulteriore intervento, in seguito all’ingresso non autorizzato nell’allevamento da parte di alcune associazioni animaliste, facendo un controllo sanitario su una cavalla presente all’interno. L’animale, non in pericolo di vita e già in cura da un veterinario libero professionista, è stato trasferito in una struttura idonea, dopo le necessarie autorizzazioni, per ulteriori trattamenti”.
Si tratta della cavalla trovata agonizzante da Rizzi che, con l’aiuto dei volontari, il cui ingresso nell’allevamento il direttore tiene a sottolineare non fosse “autorizzato”, è stata salvata e ora si trova in un maneggio di Paganica, sottoposta a cure veterinarie.
Poi Ciuffetelli ha anche aggiunto: “Dispiace constatare che il personale veterinario della Asl, che ha fatto sempre il suo dovere con competenza e rispetto delle norme, sia ora esposto a una gogna mediatica inaccettabile e pretestuosa. La tutela del benessere animale è una priorità per questa azienda che continuerà ad agire con la massima serietà e nel rispetto della legalità e delle procedure”.
Quindi Rizzi ha osservato: “La Asl dice basta gogna mediatica perché ‘da un mese’ hanno fatto tutto quello che si doveva fare. Infatti i cadaveri di animali, gli animali feriti e quelli agonizzanti li ha trovati la Asl perché ha super vigilato”.
In una nota della sezione aquilana LNDC è stato evidenziato: “Le condizioni drammatiche del posto in questione erano già state attenzionate e segnalate anche da noi e non coinvolgevano soltanto i cavalli. Agli attivisti locali di LNDC, infatti, erano stati affidati anche alcuni cani che vivevano lì e anche in questo caso la locale sezione ha offerto alla ASL veterinaria la propria disponibilità ad accogliere altri cani della stessa persona, come avvenuto in precedenti casi vista la continuativa collaborazione con le istituzioni”.
LNDC Animal Protection “segue da anni casi di maltrattamento equino, denunciando abusi e strutture abusive in tutta Italia. La scoperta di Roio conferma quanto sia ancora diffuso l’allevamento e la detenzione di cavalli senza le dovute accortezze per garantire il loro benessere. Un fenomeno sommerso che continua a causare sofferenza e morte, nel silenzio generale”.
“Scene del genere non dovrebbero più esistere in un Paese civile – ha dichiarato la presidente Piera Rosati – Troppo spesso chi alleva o detiene animali per profitto cerca di ottenere la massima resa con la minima spesa, senza quindi prestare le dovute cure e attenzione a quelle che sono considerate solo merci. Chi riduce animali senzienti a oggetti da sfruttare e abbandonare deve essere perseguito con la massima severità. Abbiamo sporto denuncia contro i responsabili e ci costituiremo parte civile nell’eventuale processo, con l’obiettivo di arrivare a ottenere una condanna esemplare”.
“Questa vicenda ci ricorda l’urgenza di rafforzare i controlli sul territorio e dotare le forze dell’ordine di strumenti adeguati per prevenire e reprimere questi reati. Ma serve anche una presa di coscienza da parte della società civile: chi sa e tace, è complice. LNDC Animal Protection rinnova il suo appello alla cittadinanza: segnalate situazioni sospette, fate sentire la vostra voce. Ogni segnalazione può salvare una vita”.




