CHIETI – La curatrice del fallimento Villa Pini di Chieti, Giuseppina Ivone, ha intenzione di affidare la clinica al gruppo Pierangeli-Spatocco-Petruzzi-Di Lorenzo, il sodalizio arrivato secondo all’asta del 20 giugno scorso, vinta dal policlinico Santa Maria De Criptis per 31 milioni e 50 mila euro.

L’ufficialità ancora non c’è, e non può ancora esserci perché la curatela si muove attraverso un complesso iter burocratico che impongono prima di depositare una informativa al giudice delegato per il fallimento Nicola Valletta, poi una presa d’atto da parte di quest’ultimo e, solo dopo, al comunicazione ufficiale al gruppo di noti imprenditori della sanità privata abruzzese, arrivati secondi all’asta per l’aggiudicazione di Villa Pini.

I primi arrivati, il sodalizio capitanato da Antonio Di Ianni e che fa capo a Carmine De Nicola, non hanno formalizzato l’acquisto della clinica versando la prima tranche del 31 milioni e 50 mila euro.

Decaduta l’aggiudicazione, la curatrice fallimentare si è presa qualche giorno di tempo per scegliere tra le due opzioni che la legge le metteva di fronte: affidare la clinica ai secondi arrivati, oppure ripartire da capo, bandendo una nuova asta.

Visto che il gruppo Pierangeli-Spatocco-Petruzzi-Di Lorenzo si era fermato a un’offerta di 31 milioni di euro, superati di appena 50 mila euro dal policlinico Santa Maria De Criptis, è facile ipotizzare che la curatela fallimentare possa ritenersi soddisfatta da questa ipotesi, tenuto conto che l’asta partiva da una base di 16 milioni di euro.

ll gruppo di imprenditori abruzzesi aveva fondato una società ad hoc per partecipare all’asta per Villa Pini, chiamata Casa di cura Santa Camilla, società che formalmente non è stata ancora interessata dalla curatela fallimentare, verosimilmente sarà contattata la prossima settimana.

Intanto la curatela ha stipulato un accordo con l’attuale gestore di Villa Pini, il policlinico Abano Terme di Nicola Petruzzi, perché rimanga per altri due mesi, in modo da assicurare la continuità assistenziale.

Petruzzi ha fatto sapere di aver accettato l’offerta: “Come sempre fatto negli ultimi tre anni – ha detto – il gruppo aponense ha nuovamente dimostrato il proprio senso di responsabilità verso utenza e dipendenti, rinnovando l’approccio risoluto e collaborativo di cui ha dato prova in diverse occasioni”.

“Per quanto concerne il livello occupazionale – dice ancora Petruzzi – questo sarà mantenuto quello attuale di circa 474 dipendenti con il minimo ricorso alla cassa integrazione circoscritto al periodo necessario per il riavvio dell’azienda. Senza tale tempestivo intervento da parte del Policlinico di Abano Terme, che è al lavoro per ripristinare la funzionalità della clinica, Villa Pini avrebbe potuto andare incontro a un vero e proprio stop nell’erogazione delle prestazioni e quindi alla chiusura dell’attività”.

Resta vedere ora quale sarà la prossima mossa di Di Ianni e De Nicola, che hanno lasciato nelle mani della curatela fallimentare la cauzione di un milione di euro. Arianna Iannotti