CHIETI – “Siamo una Provincia ‘sgarrupata’ ma siamo in grado di pagare i nostri debiti. Soprattutto quelli con le imprese che hanno lavorato per noi e che sinora non siamo riusciti a pagare. Ogni giorno arrivano centinaia di telefonate che ci chiedono di saldare i debiti di gente che si trova con l’acqua alla gola. Adesso finalmente possiamo pagare”.

L’annuncio è del presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, che ha parlato di circa 17 milioni di euro da sbloccare per pagare imprese, fornitori ed enti.

Sono migliaia le imprese in attesa di pagamento. Le richieste più vecchie risalgono al 2006, gestione Tommaso Coletti.

La Provincia riuscirà a pagare grazie al decreto 35 dell’aprile 2013, il cosiddetto “Sblocca debiti”. In particolare ammonta a 8 milioni 200 mila euro la somma che potrà essere pagata prima, al massimo entro 40 giorni. Ci sono poi altri 9 milioni che avranno tempi di erogazione un po’ più lunghi, verranno pagati in diverse tranche e comunque entro l’anno.

I primi 8,2 miioni serviranno a soddisfare i debiti di quanti hanno lavorato per la Provincia nella realizzazione di grandi opere pubbliche, lavori finanziati con mutui o contributi in conto capitale. Queste somme sono già nelle casse dell’ente, ma non potevano essere ergoate a causa dei vincoli del Patto di stabilità. Grazie allo “Sblocca debiti”, invece, questi soldi non incideranno nel rispetto del Patto di stabilità, essendo da esso svincolate.

Gli altri 9 milioni, invece, serviranno per pagare lavori e forniture che riguardano opere di ordinaria amministrazione (parliamo soprattutto di strade e scuole), finanziate con le entrate dell’ente.   

Il piano dei pagamenti verrà pubblicato sul sito della Provincia. Si procederà a partire dai fondi che l’ente ha già in cassa.

I problemi finanziari per la Provincia di Chieti, ente dichiarato strutturalmente deficitario (ovvero l’anticamera del dissesto) non sono però finiti qui. “Certo la situazione dell’Ente è ancora molto precaria – conferma il presidente – Il forte deficit ereditato e i 140 milioni di mutui, Bop e finanza derivata sono un macigno pesante e molto difficile da smaltire. E proprio riguardo la finanza derivata abbiamo incaricato un avvocato specializzato per fare luce sulla vicenda”.

A tutto questo si aggiunge il fortissimo taglio dei trasferimenti statali e regionali. “In quattro anni – ha detto il presidente – abbiamo ricevuto 20 milioni di contributi statali in meno. Quelli regionali sono stati inoltre del tutto azzerati. Abbiamo cercato di far fronte a questa situazione con una politica improntata al massimo rigore. Ovviamente abbiamo anche tagliato le indennità degli amministratori. Attualmente io percepisco 2.050 euro al mese, non pensionabili, senza tredicesima, vitalizi e benefici accessori”.

A metà giugno dovrebbe arrivare il giudizio della Corte dei conti che deciderà se il Piano pluriennale di rientro presentato dall’ente sarà valido o meno. E dunque se ci sarà o meno il dissesto economico e finanziario.