CHIETI Dopo le segnalazioni dei consiglieri di minoranza, dopo le eccezioni di illegittimità evidenziate dal Revisore dei Conti, e dopo la denuncia alla Procura Regionale della Corte dei Conti presentata dall’Ispettorato per la Funzione Pubblica e l’invito a rettificare i propri atti, anche la Cgil, l’organizzazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei dipendenti del Comune di Rapino (Chieti), ha diffidato e denunciato l’Amministrazione Comunale alla Procura Regionale della Corte dei Conti.
E ha presentato una richiesta di accertamento di danno erariale segnalando l’adozione di atti considerati irregolari per l’Ente Comune.
L’iniziativa è da ricondurre al concorso per vigile urbano indetto dal Comune e riservato al solo personale interno dell’Ente. La segreteria provinciale della Cgil di Chieti, in particolare, ha diffidato l’amministrazione comunale a ritirare immediatamente interno per la copertura del posto da istruttore di vigilanza e quindi ad annullare il concorso.
E nella stessa diffida il sindacato chiede inoltre l’annullamento di altre delibere correlate e cioè quella sul Piano triennale delle assunzioni 2008/2010 e sulla Riorganizzazione Uffici con ricognizione di esubero del personale.
La denuncia per danno erariale riguarda la decisione dell’Amministrazione di avvalersi anche di una collaborazione professionale, con un architetto esterno alla pianta organica, per il ruolo di Dirigente dell’Ufficio Tecnico, pur disponendo di un dipendente di ruolo che aveva svolto per anni quell’incarico e che oggi è stato demansionato.
La Cgil nel proprio esposto ha denunciato la contraddittorietà degli atti emanati, tenuto presente che il Comune conta solo circa 1400 abitanti.
Secondo i consiglieri di minoranza del gruppo La Bilancia “si spendono soldi per avere un dirigente di fiducia che costa più di 20 mila euro all’anno e poi si giustifica un concorso riservato esclusivamente all’interno, e la costituzione di una commissione senza membri esterni, anche questo contro la legge vigente, con la necessità di risparmiare perché il comune ha poche risorse”.
Secondo La Bilancia “é come accettare che un ladro ruba perché non ha soldi per mangiare, mentre poi se ne va in giro con abiti firmati e macchine di lusso”.






