L’AQUILA – “Come un bicchiere mezzo pieno”.
Questo è il primo commento degli omossessuali d’Abruzzo sulla sentezza emessa dalla Corte di Cassazione che ha sì rigettato il ricorso presentato da una coppia di coniugi gay di Latina sposata in Olanda, ma nelle motivazioni ha riportato che i coniugi hanno diritto ad ”un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”, intendendo un coppia eterosessuale.
La coppia laziale ha chiesto che la loro unione, seppur celebrata nei Paesi Bassi, fosse riconosciuta in Italia, anche se nel Belpaese “la legislazione vigente non permette la registrazione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso” scrivono i giudici della suprema Corte.
”Qualcosa si sta muovendo – commenta Carla Liberatore dell’arcigay dell’Aquila – ma c’è ancora molto da fare. Tutte le coppie della regione devono unirsi per promuovere una class action: in questo modo potremo far sentire la nostra voce al giudice e avere finalmente riconosciuto qualche nostro diritto”.
Ilenia Colanero dell’arcilesbica di Pescara aggiunge ”finalmente un piccolo passo avanti per un’Italia che vive ancora in una grande arretratezza culturale. I diritti sono diritti, sono fondamentali per l’uomo e questo in Italia non è realtà”.
”Bisogna infatti lavorare ancora tanto nel nostro Paese – prosegue la Colanero – perchè legalmente non ci sono ancora leggi che ci tutelano. Non facciamoci abbagliare da questa sentenza. Tutt’ora, per vedere riconosciuti i nostri diritti, dobbiamo trasferirci all’estero. Non è un a cosa che riesco ad accettare. Sono italiana come tutti gli altri. Dobbiamo continuare a dar voce alle nostre realtà e combattere questa arretratezza per cui ci prendono in giro in tutta l’Europa”.
Dello stesso pensiero Antonio Gavino dell’arcigay ”David Kato” di Teramo.
”Noi pensiamo che in Italia sia ora di fare un salto di qualità nel rispetto dei diritti civili. Tutti gli esseri viventi hanno pari dignità e devono avere la possibilità di vivere la loro condizione in piena libertà, e con pari opportunità di accesso ai servizi, al lavoro e alla giurisdizione che fin adesso li ha discriminati”.
”Speriamo – conclude Gavino – nel riconoscimento delle coppie di fatto in modo che qualsiasi tipologia di nucleo familiare goda degli stessi diritti della famiglia tradizionale.crediamo in uno stato laico e solidale che difenda finalmente con una legge adeguata il mondo lgbtq (gay, bisessuali, transgender, lesbiche, gay, bissesuali, querr) dalle aggressioni e dalle ingiurie”.






