L’AQUILA – “Credo che bisognerebbe intervenire con interventi legislativi più incisivi e soprattutto più vincolanti”.
Così il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti rispondendo alla domanda dei cronisti se sia necessario cambiare le regole della ricostruzione privata post-sisma alla luce dell’inchiesta che ha portato a 7 arresti per infiltrazioni dei Casalesi.
Il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia Diana De Martino ha ricordato la genesi dell’attuale quadro normativo.
“Si è detto che non era possibile attivare l’interdittiva antimafia per tutti i 5 mila cantieri della ricostruzione privata e creare barriere – ha spiegato – quindi sono state emanate linee guida, di per sé di carattere non vincolante, come la tracciabilità dei flussi finanziari, la clausola di rescissione per i proprietari, le white list di ditte certificate che, però, sono risultate molto scarsamente popolate”.
La metodologia degli indagati difficilmente sarebbe potuta incappare in questo tipo di controlli”, ha ammesso. (alb.or.)






