CHIETI – Chiarire il ruolo della carne nell’alimentazione moderna e capire gli eventuali aspetti positivi e negativi legati al suo consumo, senza trascurare il percorso che porta le pietanze sulle tavole degli italiani e in che modo il consumatore si debba orientare nell’acquisto.
Ha questi obiettivi il convegno “Carne e tumori: mito o realtà?”, organizzato dall’Ordine dei medici di Chieti, per fare il punto della situazione, anche dopo l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’appuntamento è per domani, alle 8.15, nella sala convegni “Rosalba Bonaventura” dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Chieti.
L’iniziativa è finalizzata ad analizzare la questione in chiave multidisciplinare, dal punto di vista della realtà medica, di quella veterinaria e di quella agraria, per avere un approccio ed un quadro completi.
Il punto di partenza è sicuramente il consumo di carne, ‘capitolo’ che in Abruzzo ha una certa rilevanza.
Gli italiani, infatti, secondo gli studi, ne mangiano troppa: 80-85 chilogrammi pro capite all’anno, per una media di 90 grammi al giorno, che dovrebbe scendere a circa 70.
“Molte volte si acquista e si consuma carne – sottolinea il direttore dell’Unità di nutrizione umana e clinica presso l’Università degli Studi di Chieti, Nicolantonio D’Orazio, uno dei relatori del convegno – senza conoscerne caratteristiche e qualità. Dagli allevamenti ai nutrienti, dall’età dell’animale alla frollatura, dal tipo di taglio alle sostanze a rischio, ne parleremo a 360 gradi. Il dato di fatto è che gli italiani mangiano troppa carne, mentre con moderazione, scegliendo il giusto tipo e la giusta qualità, non è detto che la carne faccia male”.
“‘È la dose che fa il veleno – aggiunge l’esperto citando Paracelso – Sono favorevole alla carne come nutrizionista, ma tutto sta nella quantità, nella qualità e, soprattutto – conclude – nella tracciabilità dell’alimento”.



