GUARDIAGRELE – “Il fondo finalmente adeguato messo a quest’anno a bilancio dal governo per i sostegno economico ai caregiver è l’esito di una dura battaglia durata anni, ed è una boccata di ossigeno per una categoria di persone che in questa drammatica emergenza coronavirus sono stati dimenticati da i vari decreti del governo, escludendoci dal congedo parentale”.

I 600 mila euro stanziati dalla Regione Abruzzo per i bandi a favore delle persone che devono assistere h24 disabili gravi sono per Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi di 8 anni, di Guardiagrele (Chieti), affetta da Sma1, una grande notizia.

Molto però deve essere ancora fatto, spiega ad Abruzzoweb il presidente dell’associazione Progetto Noemi, a favore di  una categoria di persone che sono state escluse nei decreti finora sfornati dal decreti anti crisi del governo giallo rosso di Giuseppe Conte. Non gli è stato in particolare riconosciuto il congedo parentale garantito solo se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti, requisito che esclude le famiglie caregiver, dove uno dei genitori di solito non lavora per assistere il figlio disabile.

Sciarretta rilancia poi l’iniziativa volta a  dotare il reparto di terapia subintensiva pediatria, anch’esso attivato dopo una battaglia di Progetto Noemi, anche della rianimazione.

Ad annunciare lo stanziamento che è triplo rispetto a quelli di circa 200mila euro garantiti con il centrosinistra di Luciano D’Alfonso, ora senatore dem e presidente della commissione Finanze e tesoro, è stato l’assessore con delega al Sociale, Pietro Quaresimale, della Lega, a seguito dell’ok all’apposita delibera in giunta.

Il provvedimento prevede l’assegnazione di un contributo economico concedibile per ciascun nucleo familiare, pari a 10mila euro, in favore del genitore che vi si dedica in maniera continuativa e risulta essere disoccupato o inoccupato. I bandi saranno pubblicati a breve.

Sciarretta tiene dunque a ricordare quanta fatica, lui e  i soci dell’associazione Progetto Noemi, hanno dovuto spendere per aver garantita una adeguata copertura al bando.

“Il fondo per i caregiver dopo anni di battaglie – ricorda Sciarretta – è stato istituto nel 2015, con l’assessore del centrosinistra Marinella Sclocco, il primo in Italia, ma con una dotazione di appena 120 mila euro, bastante per appena 12 famiglie, su un fabbisogno di oltre 80. Il classico pannicello caldo. Per avere una dotazione accettabile, abbiamo dovuto aspettare il 2019, quando grazie in particolare all’interessamento dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e del presidente Marco Marsilio, si è riusciti ad ottenere una posta di 550 mila euro, bastante per 55 famiglie. Ora il fondo è salito a 600 mila euro. Diciamo che non c’è ancora copertura completa per tutti i caregiver, ma indubbiamente non possiamo che accogliere con favore e soddisfazione questo balzo in avanti”.

Assegno che per di più varrà oro in questi durissimi mesi di emergenza pandemica, con l’Abruzzo che si appresta a diventare zona rossa, con conseguente e ulteriore mazzata alla già disastrata economia.

“Il covid sta avendo conseguenze gravi anche sulle famiglie caregiver – spiega infatti Sciarretta -. Ma che non hanno diritto ad un congedo parentale straordinario, se hai un figlio che deve studiare da casa. E non si accede nemmeno al congedo quarantena, che scatta quando ti segnalano che sei entrato in contatto con un positivo. Il congedo prevede un contributo del 50 per cento della retribuzione. Ma il decreto Ristori, lo prevede solo se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti. Requisito che una famiglia caregiver di solito non ha, visto che uno dei genitori si deve occupare a tempo pieno del figlio disabile, e risulta di fatto disoccupato. Ecco perché in questa fase il fondo regionale diventa ancora più importante”.

Boccata di ossigeno, economica, che però non può certo mettere in secondo piano un’altra grande battaglia di Progetto Noemi: una rete sanitaria abruzzese finalmente completa e affidabile, con l’attivazione di una rianimazione pediatrica all’ospedale di Pescara.

“È in corso un serrato confronto per ottenere questo obiettivo, assolutamente alla portata.  E non può esserci un ostacolo di natura economica, visto che con questa emergenza paghiamo il caro prezzo di anni di tagli perpetrati sulla  sanità. Sarebbe il completamento del primo unico reparto di sub-intensiva pediatrica regionale, con tre posti letto. Attualmente in caso di necessità di rianimazione, i bambini vengono trasferiti o ad Ancona o a Roma, con maggiori rischi, vista la relativa lontananza, e per i grandi disagi logistici a carico dei familiari. Una famiglia abruzzese, pr fare un esempio, è un mese che deve vivere a Roma, per fortuna è ospitata in un albergo gratuito grazie ad una collaborazione con un associazione della capitale, ma i disagi restano enormi”.