LANCIANO – Una situazione grave per quanto riguarda il sovraffollamento, la carenza di agenti di custodia in servizio e la mancanza di assistenza sanitaria notturna.
Positiva, invece, sul fronte degli atti di autolesionismo tra i detenuti: nessun suicidio e nell’ultimo anno solo 2 detenuti si sono autoinflitti delle ferite, fortunatamente senza conseguenze.
È il quadro tracciato da Eugenio Sarno, segretario nazionale della Uil Penitenziari, che oggi pomeriggio ha visitato la casa circondariale di Lanciano (Chieti), dove ormai da un anno gli agenti di custodia sono in stato di agitazione per protestare contro le carenze di personale che si registra nella struttura.
“La situazione è preoccupante – ha sottolineato Sarno – sotto il profilo delle risorse umane e anche economiche, visto che non vengono eseguiti interventi strutturali che pur sarebbero necessari. La vertenza del personale è ferma da un anno, ma siamo ottimisti nella ripresa delle trattative: la direzione del carcere ha già dato la propria disponibilità a riaprire il confronto con i sindacati”.
Il carcere di Lanciano, entrato in funzione alla fine degli anni Ottanta, era stato progettato per ospitare 181 detenuti in celle singole.
Oggi i reclusi sono 371, di cui 280 in regime di alta sicurezza.
Gli agenti di custodia, invece, sono 163, ma per garantire gli standard minimi di sicurezza ne occorrerebbero almeno 177. Domani Eugenio Sarno visiterà il carcere di Sulmona (L’Aquila).






