L’AQUILA – Nonostante il taglio delle accise a seguito della crisi energetica causato dall’attacco di Usa e Israele all’Iran, il prezzo dei carburanti non scende.
In base ai dati aggiornati ad oggi in Abruzzo il gasolio va da 1,987 euro al litro a 2,299 euro sull’autostrada A24, la benzina 95 ottani da 1,630 a 1,899 euro, la benzina 98 ottani da 1,717 a 2.019 euro, il metano da 1,259 a 1,699 euro, il gasolio speciale da 2,037 a 2,319 euro. Più contenuto il prezzo del gpl da 0,599 a 0,849 euro al litro sulla A24.
A lanciare nuovamente l’allarme sono dunque le associazioni dei consumatori abruzzesi Adoc Adiconsum, Federconsumatori e Protezione consumatori, che invocano un intervento urgente contro le speculazioni.
“Tali rincari, aggravati dall’incremento delle accise, stanno determinando un impatto significativo sul costo della vita, con inevitabili ripercussioni su famiglie e imprese – spiegano nella lettera Francesco Trivelli di Federconsumatori Abruzzo, Monica De Vito di Adiconsum Abruzzo, Monica Di Cola di Adoc Abruzzo e Giulio Amicosante di Protezione Consumatori – chiediamo che siano intensificati i controlli negli impianti di distribuzione carburanti presenti sul territorio, che venga verificata la corretta applicazione delle variazioni di prezzo, al fine di prevenire e contrastare eventuali fenomeni speculativi, che siano adottate, in raccordo con le autorità competenti, misure di monitoraggio continuo sull’andamento dei prezzi”.
L’iniziativa arriva dopo la richiesta urgente che le associazioni dei consumatori a livello nazionale hanno inviato, qualche giorno fa, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un incontro ed esprimere forte preoccupazione riguardo al rincaro dei prezzi di energia e carburanti.
“Confidiamo nella sensibilità delle istituzioni – aggiungono i rappresentanti delle associazioni abruzzesi – e auspichiamo di essere ricevuti dai signori prefetti per ribadire le nostre istante e per chiedere che il tavolo di monitoraggio dei prezzi, che riguarda tutti i beni, istituito ad oggi solo nella prefettura del capoluogo di provincia, venga esteso alle quattro province”
Mercoledì 18 marzo il Consiglio dei ministri aveva del resto approvato alcune misure per limitare l’aumento dei prezzi dei carburanti, causato dalla guerra in Medio Oriente. Le misure approvate sono tre e sono operative da giovedì 19 marzo: la riduzione di circa 25 centesimi al litro per venti giorni delle accise sui carburanti, cioè le imposte fisse calcolate su ogni litro di carburante venduto. Un credito d’imposta sul gasolio per gli autotrasportatori (cioè un’agevolazione fiscale che permetterà loro di pagarlo di meno), e infine una norma contro la speculazione sui prezzi che prevede “uno speciale regime di controllo”.
In base ad un monitoraggio del Codacons, oggi il gasolio al servito torna a superare in alcuni impianti la soglia dei 2,7 euro al litro, “livelli elevatissimi che stavolta non si registrano sulle autostrade, ma lungo la rete ordinaria: Prato, Cuneo e Milano si rivelano infatti le province con i distributori più cari d’Italia”.
Il prezzo più alto del gasolio si raggiunge in Toscana dove un distributore di Prato vende il diesel a 2,763 euro al litro, la benzina a 2,420 euro al litro. Si toccano 2,749 euro al litro anche in Piemonte, nella provincia di Cuneo (2,406 euro al litro la benzina), mentre in un distributore ubicato a Milano il prezzo del diesel vola a 2,745 euro al litro (2,405 euro la benzina al servito).
Tra i prezzi più alti spicca poi la Sicilia con Pantelleria, dove il gasolio servito raggiunge 2,667 euro al litro, e la Campania, con Napoli che registra il picco di 2,649 euro al litro, analizza ancora il Codacons.






