CAPITIGNANO – Il Movimento Civico per Capitignano e frazioni torna sull’argomento delle incompiute stradali dopo l’allarme lanciato qualche tempo fa a mezzo stampa sulla probabile “morte” della strada delle “Capannelle” per “disinteressamento della politica”.
“Nessuna risposta è giunta ai cittadini – si legge in una nota del movimento – sia in senso rassicurante sia di assunzione di impegno a intervenire, da parte di coloro che dovrebbero essere deputati a rappresentare e difendere il territorio e la popolazione”.
“Ciò sta a significare che i cittadini di Capitignano dovranno rassegnarsi a dover guardare a vita quel triste cartello con su scritto ‘strada chiusa’, posto all’inizio della stessa ormai da troppo tempo!”.
Tempo fa il Movimento ha anche posto l’attenzione sulla superstrada L’Aquila-Amatrice che “avrebbe dovuto ricevere un finanziamento derivante da un progetto non cantierabile dell’aquilano. Su tale questione la politica si era già sbilanciata nel diffondere la notizia di aver individuato i fondi necessari per terminare il terzo lotto dell’arteria, oltre ad aver annunciato l’approvazione del progetto del quarto lotto da parte del Cipe”.
“L’ex vice sindaco dell’Aquila Giampaolo Arduini in un articolo apparso sulla stampa il primo ottobre 2013 ha esternato la preoccupazione in merito alle dichiarazioni del presidente di Confindustria di Chieti che ha manifestato l’intenzione di chiedere alla politica il dirottamento sulla fondovalle del Sangro di quegli stessi fondi derivanti da progetti non cantierabili sinora sbandierati per la Superstrada L’Aquila-Amatrice. Se ciò dovesse corrispondere a verità starebbe a significare che nessun impegno formale sarebbe stato sinora preso per vincolare quei fondi alla Superstrada dell’Alta Valle dell’Aterno e, conseguentemente, tutte le garanzie verbali sinora udite resterebbero solo messaggi elettorali personalistici. D’altronde chi ha buona memoria sa che sarebbe più che giusto impegnare quei fondi sulla L’Aquila-Amatrice, visto il “credito”, in termini di considerazione morale, che può vantare la nostra zona per aver, già in passato, ceduto consistenti fondi previsti per quella strada alla galleria di Campo Felice!”.
“Il Movimento Civico per Capitignano e Frazioni pur comprendendo perfettamente che la campagna elettorale, già in corso da qualche mese a questa parte, dia licenza a ciascuno, politico in carica o aspirante tale, di mettersi in mostra ai soli fini della propria visibilità, tanto per ricordare alla gente che esiste in vista delle elezioni, prende atto di tutte le dichiarazioni della politica enunciate a favore del completamento, del terzo e quarto lotto della Superstrada L’Aquila-Amatrice, ed attende con fiducia di veder trasformate le parole in fatti, ma, senza voler assolutamente avanzare minacce di sorta, avvisa che in caso di mancato affidamento dei lavori, o di avvio dell’iter burocratico in tal senso prima della consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale d’Abruzzo, che avverrà, probabilmente, entro la prossima primavera, proporrà con forza e determinazione ai cittadini di tutta l’Alta Valle dell’Aterno di ricorrere alla protesta civica mediante la riconsegna delle schede elettorali, così come avvenne nel 2009 per opera del Comitato Unitario per far inserire i paesi di Capitignano, Montereale e Cagnano Amiterno nel fatidico “Cratere del sisma” e che registrò una adesione media di circa il 92%. Operazione, quest’ultima, assolutamente da non dimenticare, poiché, in aggiunta all’azione amministrativa dei tre Sindaci e con l’aiuto della scossa di magnitudo 4,5 registrata a Santa Vittoria, consentì la emissione del Decreto che incluse i tre Comuni nel cratere del sisma, salvando, di fatto, l’economia, il patrimonio edilizio e l’occupazione di tutto il territorio dell’Alta Valle dell’Aterno”.
“Il Movimento invita a non sottovalutare la più volte ricordata importanza che riveste la Superstrada L’Aquila-Amatrice, oggi diventata ancor di più vitale a causa del ritorno nei paesi dell’Alta Valle dell’Aterno delle famiglie che a seguito della situazione aquilana del post sisma hanno dovuto, o preferito, lasciare la città”.
“Speriamo che anche le altrui ‘disgrazie progettuali’ alle quali ci si era affidati, non si traducano ancora una volta in benefici economici per territori già logisticamente più ricchi e dotati di abbondanti servizi a discapito delle zone più povere e, purtroppo, meno “rappresentate” dalla politica, che continua ad apparire sui giornali con infantili dichiarazioni che non portano a risolvere nulla se non soddisfare la voglia di autoincensarsi, della quale la gente certamente non ne ha alcun bisogno tesa com’è ad attendere invano che giungano fatti concreti e non chiacchiere!”.






