L’AQUILA – Sono partiti il 31 gennaio scorso, come annunciato da Abruzzoweb, i primi bonifici con le restituzioni delle somme versate a titolo di caparra dagli universitari del campus universitario di Pizzoli (L’Aquila), posto sotto sequestro dalla Guardia Forestale su ordine della Procura della Repubblica dell’Aquila.
Solo sabato scorso l’Unione degli universitari aveva annunciato l’avvio di azioni legali qualora “nel giro di cinque giorni” non fosse iniziata la restituzione dei 570 euro che ogni studente aveva sborsato per ‘bloccare’ l’alloggio all’interno della struttura.
“Alla data 31 gennaio – spiega Giulio Carnevale, presidente dell’associazione ‘Giulia Carnevale’, giovane scomparsa a causa del sisma del 2009 e a cui è intitolato il campus – sono stati effettuati 16 hanno bonifici, ovvero di tutti coloro che, tra quelli che avrebbero dovuto prendere possesso dell’alloggio a ottobre, hanno fatto la richiesta di rimborso”.
“A ottobre, al momento del sequestro, su 64 prenotati 32 giovani erano già nel campus. Di questi solo 16 hanno chiesto il rimborso. Non sta accadendo nulla di più di quanto avevamo già preannunciato in più occasioni. A gennaio abbiamo restituito i soldi a chi doveva entrare a ottobre, a febbraio agli studenti che avrebbero dovuto ricevere l’alloggio a dicembre e così via”.
Le richieste di rimborso, comunque, non sono state avanzate da tutti e 262 universitari ma solo da una cinquantina, di cui cinque assistiti dai legali dell’Udu:
“Tutti gli altri – aggiunge Carnevale – sperano ancora che prima o poi quella struttura possa tornare a disposizione degli studenti fuori sede. L’Università può rappresentare davvero una risorsa per la rinascita della città”. (g.a.)
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