L’AQUILA – Calciatori aquilani delle categorie minori provocati e insultati come “terremotati” per farli uscire dai gangheri con qualche reazione da cartellino rosso.

Non è solo un caso specifico ma sembra una vera e propria tendenza deplorevole, quella denunciata da un avvocato aquilano, Fabrizio Fiaschetti, che si sta occupando del caso, curando i ricorsi delle società e tutelando i giocatori che magari aggrediscono qualcuno che li ha innescati ad arte e vengono poi “stangati” dal giudice sportivo.

“Sempre più spesso – denuncia Fiaschetti – vengo a conoscenza di incredibili e deprecabili storie che vedono protagonisti, loro malgrado,  gli atleti e dirigenti di società sportive aquilane  militanti nei campionati dilettantistici regionali di calcio. È da un po’ di tempo, infatti, che le nostre squadre e i loro tesserati vengono provocati da giocatori e tifosi avversari che usano il tema del terremoto del 6 aprile 2009 per determinare la reazione di chi da quella tragedia è stato profondamente segnato sia nel quotidiano che negli affetti”.

Secondo il legale, “questo malcostume, seppur in maniera circoscritta, si sta diffondendo in maniera preoccupante  e si ripropone periodicamente nel corso delle gare di calcio dei campionati minori, e pertanto deve essere urgentemente arginato ed eliminato attraverso azioni disciplinari da parte degli organi di giustizia sportiva. Dico questo – aggiunge – anche alla luce del fatto che  in molti casi si è arrivati al paradosso che a essere puniti con sanzioni esemplari, per la reazione avuta,  siano stati gli stessi calciatori vittime delle pesanti provocazioni”.

Non solo il danno del terremoto, non solo la presa in giro, ma anche la beffa di una squalifica che può magari privare un calciatore dilettante di un’importante valvola di sfogo. Si parla infatti di categorie ultra dilettantistiche, dove a farla da padrone dovrebbe essere la sana passione, non certo l’odio portato a certi livelli e nemmeno la slealtà.

“La stragrande maggioranza degli atleti che militano e fanno parte delle compagini calcistiche aquilane – ricorda Fiaschetti – non percepiscono alcun tipo di stipendio o rimborso spese e sono mossi dalla pura e semplice passione per il gioco del calcio, oltre che dal desiderio di trascorrere qualche ora spensierata lontano dagli assilli e dai problemi  che il terremoto ha lasciato nel cuore e nelle menti di tutti”.

Un problema sociale inedito e serio, che però secondo l’avvocato può essere ancora arginato, se si agisce subito.

“Sono convinto – spiega – che tali spiacevoli episodi, anche alla luce del sostegno ricevuto dalle società sportive aquilane da parte dei sodalizi di fuori città, provengano da una nicchia di persone che non rispecchiano il pensiero delle comunità e delle società a cui appartengono; ciononostante non ci si può esimere dallo stigmatizzare tali incivili comportamenti e  reagire in maniera ferma affinché  gli stessi non si verifichino di nuovo”.

Il legale chiude con un auspicio. “La Lega nazionale dilettanti raddoppi i propri sforzi affinché nel futuro non si ripetano episodi che offendono innanzitutto la memoria delle numerose vittime del terremoto e che sono peraltro assolutamente contrari a quelle regole di fair-play che dovrebbero dominare ogni manifestazione sportiva”.

IL PRESIDENTE LND ORTOLANO: ”QUALCOSA E’ SUCCESSO, MA CONTANO GLI ATTI”

L’AQUILA – “Calcio sleale? So che qualcosa è successo, ma dire che si tratta di una tendenza mi sembra ardito. Si dovrebbero riportare i casi e vedere l’atteggiamento, noi purtroppo possiamo basarci soltanto sugli atti”.

Il presidente del Comitato regionale della Lega nazionale dilettanti, Daniele Ortolano, ammette di essere a conoscenza di casi di insulti ai calciatori aquilani per provocare reazioni violente, ma non si sbilancia nel valutare la gravità del problema denunciato da un avvocato del capoluogo, che si sta occupando dei ricorsi delle società squalificate.

“Quest’anno – spiega Ortolano – mi è stata riferita una voce che sia successo qualcosa a Capistrello contro l’Oratoriana: addirittura è stata fermata la partita con la squadra di casa in vantaggio, ma noi ci dobbiamo basare sugli atti e da quanto scritto dall’arbitro la cosa non era legata a provocazioni sul terremoto”.

Non è stata la prima volta. “Da quello che risulta agli atti – aggiunge il presidente abruzzese della Lnd – è capitato qualcosa l’anno scorso ed è stato sanzionato anche il provocatore, mentre il provocato no”.

A ogni modo, secondo Ortolano, “considerando tutte le squadre aquilane che ci sono, grossi casi non mi pare ce ne siano. È successo di più qualcosa da parte del pubblico – spiega – e quando è stato riferito dall’arbitro abbiamo punito la società di casa, in maniera anche pesante, perché siamo sensibili su questo argomento”.

In conclusione Ortolano lancia un appello ai calciatori provocati a cercare per quanto possibile di restare calmi.

“Anche nel caso di una provocazione così misera – conclude – bisogna sempre mantenere i nervi saldi, sennò si aggiunge oltre al danno anche la beffa, perché sia l’arbitro che il giudice sportivo devono comunque sanzionare comportamenti violenti. Ci può essere una maggiore sanzione per chi ha provocato, questo sì, il giudice ne terrà conto, ma se l’altro gli dà un cazzotto, sarà squalificato anche l’aquilano”.

CALCIATORI DELL’AMITERNINA (PROMOZIONE) CONFERMANO IL ”CASO”

L’AQUILA – Spuntano i primi casi che confermano una tendenza sleale che si sta diffondendo nel calcio dilettantistico abruzzese, con insulti ai giocatori terremotati per farli reagire, espellere e squalificare.

A dare ragione alla denuncia del legale aquilano Fabrizio Fiaschetti sono infatti due tesserati dell’Amiternina, formazione del Comune aquilano di Scoppito che lotta per la vittoria del girone A del campionato di Promozione.

A parlare per la formazione giallorossa è il portiere Manuel Capulli. “Mi è capitato personalmente qualche settimana fa – afferma – contro lo Scerne di Pineto. Stavamo vincendo e un giovane avversario durante la partita ha detto a voce alta ‘terremotato’ vicino alla nostra panchina”.

“C’è stato un piccolo parapiglia – prosegue l’estremo difensore giallorosso – ma l’arbitro non ha adottato nessun tipo di provvedimento. Più che altro rendendosi conto di quanto accaduto, il direttore di gara ha fatto da paciere. Il diciottenne non ha chiesto scusa, ma abbiamo ricevuto delle scuse dai compagni più esperti. La sensazione è stata quella che non si fosse pentito del gesto”.

Conferma l’esistenza del “caso” anche il capitano giallorosso, Alessandro Del Coco. “La miglior risposta – spiega – è quella che non si dà. In questi casi sarebbe meglio mostrarsi indifferenti, anche se spesso non accade perché essere terremotati non è facile: tendiamo a difenderci”.

“È bene parlare della correttezza e della solidarietà che ci hanno dimostrato in tanti, avversari e arbitri – continua – ma ci sono anche casi sporadici di insulti. L’agonismo e il nervosismo in campo, ma anche sugli spalti, possono far sfuggire una parola di troppo”.

“Credo che chi non ha passato un guaio simile non possa capire – conclude capitan Del Coco – la mela marcia ogni tanto c’è. Dopo il terremoto, se insultati siamo vulnerabili, e cerchiamo di difenderci, ma dobbiamo riuscire a essere indifferenti”.

RUSCITTI, CAPITANO L’AQUILA CALCIO: ”IN SERIE C VA DIVERSAMENTE, IN D UNA VOLTA…”

L’AQUILA – Se nel calcio dilettante si sta creando una pericolosa tendenza a insultare i calciatori terremotati per provocare una reazione e un ingiusto vantaggio, tra i professionisti della Lega Pro la situazione è ben diversa, come conferma il capitano dell’Aquila Calcio, Davide Ruscitti, che milita in Seconda Divisione.

“Assolutamente no, mai accaduto nulla”, spiega. Anche se, ammette, la passata stagione qualcosina è capitato anche ai rossoblù, che erano dilettanti pure loro, in serie D.

“L’anno scorso – ricorda  il centrocampista – un ragazzo dell’Elpidiense fece una battuta infelice, ma se ne pentì subito dopo, chiedendo scusa. Per il resto non ci è mai successo nulla di simile, né dalle tifoserie, né dai dirigenti, né dai giocatori in mezzo al campo”.

“Anzi – conclude Ruscitti – siamo stati sempre trattati bene, non posso che parlare bene di tutti gli avversari”. Un quadro ben diverso da quanto succede nelle categorie minori.

(ha collaborato Alessia Lombardo)