L’AQUILA – Una cifra di punti conquistati dall’Aquila Calcio in questa stagione è anche opera del portiere Andrea Testa che si può definire una vera è propria saracinesca della porta rossoblù.
Non a caso nel girone B di Seconda divisione L’Aquila è la formazione che ha subito meno reti: 17.
In tutti i campionati professionistici è tra le prime, con le sue ”concorrenti” che hanno il nome di Juventus, che però ha disputato “appena” 28 gare contro le trentadue di Mirco Ruggiero e soci, Ternana e Taranto: queste ultime due con 27 partite.
Il portiere Testa (classe 1990), poi, ha parato tre rigori, due in casa del Milazzo e uno ieri a Catanzaro, davanti a quasi 5 mila spettatori.
Bloccando i penalty del Milazzo, nel girone di andata, l’estremo difensore rossoblù è stato determinante per la vittoria (1-0) sugli isolani, mentre ieri ha fatto svanire il possibile 1-0 dei giallorossi calabresi, salvando lo 0-0 finale.
”Ho parato il rigore all’attaccante del Catanzaro Simone Masini – afferma Testa – anche grazie al mister, Maurizio Ianni, e al compagno di squadra Lorenzo Perfetti. Infatti Ianni ha detto a Perfetti che Masini probabilmente calciava verso il centro, come è successo contro il Neapolis”.
”Forte del suggerimento – prosegue il portiere – sono rimasto fermo fino al tiro dell’attaccante e sono stato fortunato”.
Ma a Milazzo adirrittura due rigori: non si può parlare di semplice fortuna.
”Posso dire – racconta con molta umiltà Testa – che solo il primo rigore del Milazzo ho intuito dove sarebbe stato calciato, mentre il secondo è stato tirato debolmente”.
Le sue prodezze l’avvicinano sempre di più al Torino che lo segue da molto tempo.
”Sono contento di quello che sto facendo – dice Testa – ma rimaniamo tranquilli, perché ancora devo lavorare molto. Il mio procuratore Gianni Prete mi disse di questa opportunità, ma ora non so più nulla”.
Alla domanda se spera di approdare al Torino promosso in serie A o giocare un altro anno tra i Cadetti, Testa risponde: ”È il sogno di tutti i calciatori giocare in serie A, ma non credo che se fossi ingaggiato dai granata mi terrebbero a Torino. Credo che mi manderebbero a fare le ossa in Lega Pro”.
”Con tutta onestà – conclude Testa – non mi sento ancora pronto. Sono due stagioni che gioco in Seconda divisione grazie all’Aquila, mentre tre anni fa ero in serie D con il Morro d’Oro. Magari potrei salire in Prima divisione, attraverso i play off, con L’Aquila e rimanere in rossoblù”. (s.cas.)






