CHIETI – Ogni storia d’amore, quando finisce, lascia con sé un turbine di emozioni: tristezza, dolore, lacrime ma anche ricordi, felicità, riconoscenza. È quello che sta vivendo Alessio Rosa all’indomani della sua soffertissima decisione di lasciare, dopo quattro anni di trionfi, il Chieti per dedicarsi ad altro.
Alla voce “altro” risponde la sua famiglia. Il bomber ascolano ha, infatti, accettato la proposta del San Marco Servignano, squadra militante nel campionato di Promozione marchigiana che, in compenso, gli ha offerto anche un posto di lavoro a tempo indeterminato.
Alessio Rosa, dunque, oltre che il calciatore farà anche l’impiegato. È lo stesso attaccante, ormai ex Chieti, a rilevare i retroscena di questa trattativa: “È da circa un mese che il San Marco Servignano mi corteggiava – spiega Rosa ad Abruzzoweb – poi venerdì scorso quando mi ha offerto anche un posto di lavoro, non ho potuto dire di no. Ho una famiglia sulle spalle e devo fare i conti anche con i problemi della vita reale”.
Una scelta fatta con la testa e non con il cuore perché il suo animo non l’avrebbe mai portato ad abbandonare i colori neroverdi: “Sto malissimo, il cuore mi dice di preparare il borsone e di tornare a Chieti ma ho delle responsabilità, devo pensare alla famiglia e al lavoro. Molti pensano che con uno stipendio da calciatore si possa tirare avanti ma non è così. È stata una scelta dolorosa ma inevitabile”.
Quella di Pagani è stata, dunque, l’ultima partita di Alessio Rosa con la maglia del Chieti: “Sono sceso in campo consapevole che Pagani sarebbe stata l’ultima tappa di un viaggio meraviglioso. Ho cercato di dare il massimo, ho preso tante botte e ho lottato su ogni pallone per onorare fino alla fine la maglia neroverde. Poi, quando sono stato sostituito, in panchina ho pianto”.
Chissà quanti flash gli passeranno ora nella mente: la semifinale play-off di Serie D, la promozione in Seconda Divisione, 33 gol in 83 presenze (37 se si considera anche la Coppa Italia) e l’amore di una piazza che l’ha sempre coccolato: “Per me Chieti è stata come una Serie A, non riuscirò mai a dare con altre maglie quello che ho dato con quella neroverde. I ricordi più belli? È difficile sceglierne alcuni – ha continuato Rosa – perché ce ne sono tantissimi; dico il primo gol contro il Luco Canistro, la rete a Vasto dove, se ci penso, mi tremano ancora le gambe e i gol della promozione”.
Doveroso un saluto alla società e ai tifosi: “Per me la società del Chieti è come una famiglia, non mi hanno mai fatto mancare niente. Ai tifosi dico di cercare di capire la mia scelta: vi porterò sempre nel mio cuore”.






