CELANO – Non ce ne voglia Jacopo Sciamanna, match winner di domenica scorsa, ma il migliore in campo tra Celano – Melfi è stato il medico sociale marsicano, Giulio Del Gusto.

Il suo provvidenziale intervento ha evitato la tragedia quando il difensore lucano, Roberto Russo, è caduto a terra a seguito di uno scontro fortuito e perso conoscenza.

“Tutti ci siamo accorti che la situazione era grave – è il commento di Del Gusto ad AbruzzoWeb – perché l’arbitro ha iniziato a fischiare ripetutamente per consentire l’ingresso in campo dei sanitari e tutti i giocatori sono rimasti agghiacciati e immobili: sono stati minuti drammatici”.

“Quando sono arrivato – aggiunge – il ragazzo era cianotico e non aveva polso, ma vista la sua giovane età non è stato difficile rianimarlo e il suo cuore ha ripreso subito a battere. Per 30 anni ho fatto il cardiologo e nella mia carriera professionale ne ho visti tanti di arresti cardiaci: ho visto gente morire davanti ai miei occhi, ma Russo è stato forte e ce l’ha fatta. Il ragazzo è stato subito trasportato all’Aquila per un intervento maxillofacciale, adesso sta già meglio e presto verranno stimati i tempi di recupero ma sicuramente potrà tornare all’attività agonistica. Io un eroe? Non scherziamo, ho solo fatto il mio dovere, chiunque avrebbe agito allo stesso modo al mio posto. Questa storia è stata anche fin troppo pubblicizzata dai giornali, preferisco fare il mio lavoro nell’ombra”.

Nel mondo del calcio sono sempre più frequenti i casi di “cuori malati”: da Nwankwo Kanu (attaccante nigeriano dell’Inter) ad Antonio Puerta (centrocampista del Siviglia morto sul campo per arresto cardiaco) ai più recenti Antonio Cassano (vittima di un’ischemia transitoria) e Fabrice Muamba (colpito d’infarto durante la partita di Fa Cup, Bolton – Totthenam).

Il dott. Del Gusto, però, precisa: “Sono tutti casi differenti, quello di Cassano è una patologia congenita, la più comune che esiste dove è sufficiente inserire un ‘ombrellino’ tra gli atri del cuore per tornare alla normalità. Se tornerà a giocare? Assolutamente sì, non ci sono controindicazioni. Il caso di Muamba, invece, è più complicato perché lì si tratta di una cardiopatia di base: ho saputo che si è risvegliato e che le sue condizioni migliorano ma occorreranno altri accertamenti”.

Tutto il mondo del calcio fa il tifo per Muamba che, in queste ore, sta affrontando la partita più importante della sua vità ma il giovane congolese dimostrerà di essere un campione anche fuori dal campo.

Forza Muamba!