CHIETI – Un 2012 da dimenticare per il Chieti, un inizio di nuovo anno che nemmeno i più pessimisti si sarebbero aspettati di vedere.
Nessuno avrebbe puntato un euro su un Chieti capace di inanellare tre sconfitte consecutive (Milazzo, Perugia, Fondi) dopo un girone d’andata spumeggiante chiuso a 34 punti.
Il pareggio contro il Celano non aveva destato allarmi perché un derby è sempre un’incognita ma, tolta quella con la capolista Perugia, le sconfitte contro le modeste Milazzo e Fondi hanno lasciato il segno.
È un Chieti che non segna più, solo un gol nelle ultime tre partite, e che concede parecchio in fase difensiva. Troppo ingeneroso puntare il dito contro le papere di Feola perché qualcosa nella macchina operativa neroverde si è inceppato.
Tocca a Silvio Paolucci trovare i giusti correttivi in una squadra che non sa più vincere e sembra aver perso lo smalto di un tempo. Solo un momento passeggero o c’è qualcosa di più profondo sotto?
L’unica constatazione oggettiva è che il mercato abbia solo indebolito i neroverdi: sono andati via giocatori esperti come Rosa e Villa rimpiazzati da giovani promettenti sì ma senza esperienze provate nei professionistici come Di Noia e Sciarra.
Pedrocchi ieri ha mostrato buone qualità tecniche ma l’improvvisa partenza di Sabbatini ha lasciato un vuoto incolmabile nell’attacco neroverde. Il presidente Walter Bellia, a fine dicembre, aveva osato sbilanciarsi mirando ai play-off come traguardo possibile, mister Paolucci invece continua a parlare di salvezza.
“Queste sconfitte sevono a tornare con i piedi per terra – ha spiegato Paolucci – dopo un paio di vittorie qualcuno ha fatto voli pindarici ma noi dobbiamo raggiungere la salvezza, nostro obiettivo primario”.
Ora la pausa arriva al momento giusto per ricaricare le pile, riflettere a mente fredda e pianificare nuove strategie per una stagione che può vedere il Chieti ancora protagonista. Ma serve subito una scossa.






