GIULIANOVA – Il Giulianova corre contro il tempo per cercare un campo alternativo dove poter disputare le partite casalinghe.

Il “Rubens Fadini” è misteriosamente chiuso per la mancanza di un sistema antincendio a norma, il “Fonte dell’Olmo” di Roseto è stato bocciato dai Vigili del Fuoco tra l’incredulità generale: perché, infatti, la Rosetana può regolarmente giocare nel suo stadio e il Giulianova no?

Problemi di capienza?

Affatto, considerando che la media spettatori tra la Rosetana (Eccellenza) e Giulianova (Seconda Divisione) è pressoché simile.

E allora che fare?

Lo stadio “Tommaso Fattori” dell’Aquila è occupato dalla squadra di rugby aquilana e, in caso di utilizzo, il Giulianova dovrebbe anticipare al sabato.

Ma l’allenatore giuliese, Tiziano De Patre, non ci sta: “Perchè dovremmo anticipare? Mercoledì recuperiamo con l’Aversa, non possiamo reggere questi ritmi. Piuttosto posticipiamo”.

Parole sacrosante ma che non fanno breccia ne cuore degli addetti ai lavori.

Non c’è più tempo, il Giulianova ha già disputato tre partite a porte chiuse (Milazzo, Paganese, Melfi) e alla quarta scatta automaticamente la retrocessione d’ufficio.

Oggi potrebbe essere il giorno della svolta.

Per la cronaca, ieri il Giulianova è stato sconfitto sul campo nel derby dell’Aquila (2-0), una pena risultata troppo eccessiva per gli sforzi di una squadra che “lotta contro tutto e tutti” e che ha affrontato i rossoblù senza sette titolari.

Una stagione maledetta, che tutta Giulianova spera di chiudere in fretta con una salvezza che equivarrebbe a una promozione.  (g.giar.)