GIULIANOVA – La polemica innescata dal sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, che ha accusato anche altri stadi di essere inagibili chiedendo la loro chiusura e non solo quella del Fadini, continua a distanza con la risposta seccata di Francesco Ghirelli, direttore della Lega Pro.

“Il Fadini, già nel corso della stagione precedente – spiega Ghirelli – era stato utilizzato in base a un’autorizzazione provvisoria domenicale del sindaco, non essendo in possesso del parere favorevole all’agibilità rilasciato dalla competente Commissione provinciale (o comunale) di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Questa situazione si è protratta anche per la stagione in corso, fino a quando, perdurando l’assenza del certificato prevenzione incendi, il sindaco non ha più rilasciato l’autorizzazione. È evidente che, in assenza sia dell’agibilità permanente, sia dell’agibilità provvisoria sindacale, un impianto non può essere utilizzato per gare in presenza di pubblico. Il Giulianova ha già disputato quattro gare in assenza di pubblico, ovvero il massimo numero di gare a porte chiuse concesse dal vigente sistema delle licenze nazionali Figc. Le restanti gare devono essere quindi disputate in altro impianto riconosciuto a norma dalla Lega Pro. Già la gara Giulianova – Neapolis del 18 marzo è stata disputata a Chieti”.

Relativamente agli impianti citati come “non a norma” dal sindaco di Giulianova, Ghirelli ha aggiunto: “Gli stadi di Arzanese, Aversa Normanna, Chieti, Gavorrano, Isola del Liri, L’Aquila, Milazzo, Neapolis Mugnano, Paganese e Vibonese sono in possesso di regolare agibilità rilasciata dalla competente Cpv/Ccv. Lo stadio di Eboli, già in possesso dell’agibilità all’atto dell’iscrizione, per problemi strutturali intercorsi durante la stagione attualmente viene utilizzato grazie a un’agibilità sindacale provvisoria che viene regolarmente rilasciata e trasmessa alla Lega Pro prima di ogni gara interna. Due di questi stadi (Arzanese e Gavorrano) usufruiscono di una deroga rilasciata dalla Lega Pro in quanto hanno capienza totale inferiore ai minimi per la 2a divisione (2500 posti)”.

“Il sindaco Mastromauro – conclude – sa perfettamente che lo stadio poteva essere utilizzato solo con la sua autorizzazione che a un certo punto non si è sentito più di dare. Gli altri stadi sono a norma”.

Ghirelli ha anche annunciato che per le iscrizioni del prossimo campionato non ci saranno deroghe, per cui “spero che il sindaco stia facendo le delibere per mettere a norma l’impianto altrimenti il rischio dell’esclusione è concreto”.

Puntuale la contro replica di Mastromauro attraverso una nota apparsa sul sito ufficiale del comune di Giulianova.

“Sono contento che finalmente qualcuno si sia interessato alla questione dello stadio di Giulianova – spiega il primo cittadino – soprattutto dopo che né il Ministro dell’Interno, né il direttore generale Ghirelli e il presidente Macalli avevano sentito l’obbligo, almeno istituzionale, di rispondere ad una mia precisa richiesta del 7 marzo. Evidentemente, per essere presi in considerazione non serve ricorrere alle vie istituzionali, che a mio dire rimangono quelle più corrette da seguire e alle quali, almeno per buona creanza, occorrerebbe rispondere sempre in via istituzionale, ma è necessario, purtroppo, sollevare il classico polverone. Nella mia nota del 7 marzo scorso, è bene ricordarlo, avevo chiesto di sapere se i 77 stadi italiani della Lega Pro fossero conformi alla normativa sulla sicurezza, inclusa ovviamente quella contenuta nel Dpr 151 del 2011, da ultimo intervenuto. Una richiesta, si badi, formulata da un sindaco, il sottoscritto, che esigeva, ed esige, solo il rispetto delle regole per assicurare la par condicio, evitando così che si abbiano figli e figliastri e, quindi, che il campionato venga falsato”.

“Nelle risposte ricevute, molto piccate, colgo la difficoltà in cui si trova la Lega calcio a dovere ammettere che in alcuni campi si può giocare in base ad ordinanze sindacali ed in altri, come appunto a Giulianova, questo non viene permesso. Ma è inammissibile sostenere – prosegue il sindaco – che esistano agibilità provvisorie perché questo non è vero, e si ingenera solo confusione per i non addetti ai lavori”.

“Leggo dalla risposta del dott. Ghirelli – continua ancora Mastromauro – che alcuni stadi sarebbero in possesso di agibilità date dalle Commissioni comunali o provinciali, che per altri sono state concesse deroghe dalla Lega sui limiti di capienza necessaria per la Seconda Divisione, e che in altri ancora si gioca perché i sindaci firmano ogni domenica le ordinanze. A me, invece, questa possibilità non è stata concessa. O meglio, è stata concessa sino al 27 gennaio 2012 e non per il periodo successivo”.

“Ma va in proposito rimarcato – dice il sindaco – che il nostro stadio ha ottenuto dai Vigili del Fuoco del comando di Teramo, il 20 giugno del 2010, il parere preventivo di conformità antincendio, e anche, il 10 settembre sempre del 2010, il parere favorevole sul progetto di adeguamento generale del “Fadini” da parte della Commissione di vigilanza comunale per i pubblici spettacoli. Il che non è poco. E mi viene da chiedere quanti altri stadi abbiano gli stessi pareri. Così come mi chiedo su quali presupposti siano stati rilasciati i pareri delle commissioni di vigilanza quando un punto essenziale sotto il profilo dell’ordine pubblico è costituito dalla presenza, negli stadi, di aree di servizio per il filtraggio degli spettatori. E quanti sono gli stadi che ne sono dotati? Ripeto ancora che è lontano da me ogni intento di recare danno ad altri, ed alla Lega stessa. Voglio solo sapere”.

“E credo che oltre a me – conclude il sindaco – tutti abbiano il diritto di sapere. Voglio quindi sperare che questa volta mi venga inoltrata dalla Lega una risposta ufficiale così da sgomberare il campo da ogni dubbio”. (g.giar.)