RIMINI – L’Aquila Calcio chiude nel peggiore dei modi una delle pagine più ignobili della sua storia e retrocede dalla Lega Pro alla Serie D.
A Rimini, nella gara di ritorno dei play-out, i rossoblù di Carlo Perrone, rimasti in 9 per l’espulsione di Scotti e Maccarrone) dovevano soltanto vincere dopo l’1-1 dell’andata, ma alla fine i padroni di casa dell’ex tecnico degli aquilani Leo Acori, umiliano gli ospiti con un netto 3-1, ottenendo una meritata salvezza dopo una stagione più che travagliata.
L’Aquila, invece, mette la parola fine a un’annata gestita in modo sciatto e confusionario, annata che ha cominciato a spegnersi, questo il dato più inquietante, dopo che la giustizia sportiva le ha inflitto una penalizzazione di 7 punti e non di 33 come chiesto nel primo capitolo del processo per lo scandalo calcioscommesse.
Al ‘Neri’ di Rimini, la beffa più grande è stata destinata agli splendidi tifosi aquilani, più di 400 sugli spalti, che hanno incitato senza sosta, come del resto all’andata, una squadra che avrebbe meritato soltanto fischi, dimostrando un attaccamento alla maglia che in campo non si è praticamente vista in un giorno, il 28 maggio, che evidentemente non porta bene ai colori rossoblù, visto che lo stesso giorno di cinque anni fa fu il Prato ad infliggere una sconfitta storica al minuto ’99, nella semifinale play-off di Seconda divisione, la vecchia serie C2, con quel 2-1 di Varutti, oggi al Rimini ma a bocca asciutta, a spezzare i sogni di gloria dell’Aquila Calcio.
Ora, al netto di proiezioni su complicati, se non quasi impossibili, ripescaggi, bisognerà vedere se la società guidata da Corrado Chiodi riuscirà a mantenere le promesse di quest’ultimo “se retrocediamo, riporto subito L’Aquila in Lega Pro”), oppure se i soci che la compongono, impegnati nella ricostruzione post-sisma, decideranno di farsi da parte.
I rossoblù erano nel campionato regionale di Eccellenza quando ci fu il terremoto del 6 aprile 2009, furono poi ammessi d’ufficio in serie D e, quindi, al termine della stagione successiva ripescati nell’allora Seconda divisione.
Nel 2013 la vittoria del campionato battendo ai playoff il Chieti e, in finale, il Teramo, con la promozione sul campo in Prima divisione poi divenuta Lega Pro unica.
Si sono poi alternate stagioni in chiaroscuro fino al coinvolgimento del responsabile dell’area tecnica rossoblù Ercole Di Nicola nello scandalo del calcioscommesse in cui secondo le accuse ha recitato un ruolo di spicco.
Questa, non va dimenticato, doveva essere la stagione della rifondazione con una salvezza tranquilla ma si è conclusa con una bruciante retrocessione.
Per evitare di restare in serie D, però, servono due elementi: volontà e cambio di passo. Elementi che dalle parti dei rossoblù non si vedono da tempo.
E stando così le cose, le figuracce nel nuovo stadio di Acqusanta si sprecheranno, sempre che qualcuno sia davvero in grado di completare i lavori e di aprirlo al pubblico.






