L’AQUILA – Non poteva finire così, questo primo atto dei play off di Seconda divisione contro il Prato. Con L’Aquila che aveva sfasciato quanto di buono costruito nel primo tempo, vaporizzando due gol di vantaggio infilati ai toscani, passando da 2-0 a 2-2 in due minuti.
Non poteva finire così per una serie di motivi. Perché la formazione rossoblù aveva giocato meglio. Perché alcune decisioni arbitrali erano parse molto dubbie. Per lo spettacolo incessante dei 3.500 spettatori del “Fattori”. Per il ricordo del “biscotto” che nell’ultimo turno della stagione regolare ha consentito ai toscani di sopravanzare proprio Ruscitti e soci in classifica.
Non poteva finire così e non è finita così. Un intero stadio ha spinto in rete assieme a Franciel quel pallone che gli ha recapitato Carcione proprio sulla zucca all’ultimo respiro. Vittoria in pieno recupero e folla in delirio, con la partita di ritorno contro i pratesi, una squadra ostica, di veterani astuti come faine, che non fa più tanta paura.
Oggi si è rivisto il “Fattori” delle grandi occasioni, pieno di gente, con una coreografia da categoria superiore (“Undici anni dopo, riconquistiamo la C1!”, il messaggio degli ultrà) e il sostegno incessante della curva e degli altri tifosi rossoblù.
Un nubifragio a inizio gara, giusto per gradire, ha fatto il paio con la scossa di terremoto di ieri sera che, si è saputo, ha dato il benvenuto in albergo anche a calciatori e tifosi ospiti.
Sugli spalti grandi ex rossoblù. L’allenatore e il vice dell’ultima promozione, Aldo Ammazzalorso e Augusto Gentilini, il vice della penultima, Luca Sanderra.
Data per sfavorita sulla carta, L’Aquila è scesa in campo con tranquillità e personalità. Nonostante i fraseggi degli esperti avanti ospiti, ha preso in mano le redini del gioco grazie a Carcione, guardato a vista da Ruscitti, e alle folate di Falconieri, più ispirato degli esterni Stamilla e Piccioni.
Il Prato ha giocato senza timore, senza chiudersi, cercando spesso la combinazione e i tocchi di prima in avanti, ma Garaffoni e Ruggiero hanno fatto ottima guardia, assistiti dagli esterni Cutrupi e Prete. Tanto che nonostante le buone qualità mostrate, raramente Varricchio e compagnia si sono resi pericolosi.
La prodezza individuale di Falconieri a metà primo tempo ha sbloccato il match e semplificato notevolmente le cose per i rossoblù. Il Prato ha accusato il colpo, tirandosi un po’ indietro, e la mazzata è arrivata a sette minuti dall’intervallo con il raddoppio di Carcione, direttamente su calcio di punizione, con la complicità del terreno e del portiere.
Sembrava la situazione ideale per trovare ancora la rete nella ripresa e chiudere i conti già all’andata sulla qualificazione, ma L’Aquila quest’anno più volte era già riuscita a complicarsi la vita da sola, e stavolta l’ha fatto ai massimi livelli.
Disattenzioni, imprecisioni, qualche leziosismo e un po’ di nervoso causato da una direzione di gara che a tratti è sembrata un po’ troppo “da trasferta”, ed è successo il patatrac.
Due gol in due minuti, uno su palla inattiva, nonostante miracolo di Testa, l’altro su prodezza individuale del neo entrato Basilico, ed ecco il disastro: 2-2 e partita in mano al Prato, che per poco non ha trovato anche il vantaggio.
C’è servito il cuore, il vecchio cuore rossoblù più volte invocato dai tifosi, che non hanno mai smesso di cantare. C’è servito l’ingresso di Potenza, spedito in campo con lo scopo di sparigliare le carte nel finale. C’è servita finalmente un po’ di fortuna.
Un possibile calcio di rigore si è trasformato in punizione dal limite (o era fallo, ed era dentro l’area, oppure non era fallo, ma l’arbitro Borriello ha scelto una discussa terza via); la punizione si è trasformata in calcio d’angolo, e quest’ultimo in gol.
Non poteva finire 2-2. Anzi, per quanto visto in campo, non doveva finire così. E infatti è finita con una vittoria preziosissima, che dà all’Aquila l’opportunità di avere a favore due risultati su tre nel match di ritorno.
E ora, tutti a Prato.
La cronaca. Al 4′ comincia il Prato con un tiro di Ferri centrale, bloccato da Testa. All’8′ punizione dal limite per il Prato accordata per fallo su Varricchio, la conclusione di Pagliuca esce d’un soffio. Al 10′ si presenta L’Aquila con un colpo di testa di Franciel su angolo di Carcione. Il centravanti brasiliano non colpisce bene e la palla va fuori di poco. I rossoblù passano al 13′. Corner corto di Carcione per Piccioni, appoggio a Falconieri che dal limite dell’area insacca con un rasoterra a giro all’angolino. Al 24′ punizione dal limite di Carcione, respinta, la palla arriva verso Franciel che, tutto solo, invece di concludere tenta una improvvida torre di testa che non raggiunge alcun compagno. Al 38′ il raddoppio aquilano. Punizione di Carcione dai venti metri, la palla rimbalza a pochi centimetri dalla linea e schizza in rete, ingannando il portiere Pazzagli. Si va al riposo.
Nella ripresa, al 14′ cross di Falconieri per Franciel, la difesa libera in corner a pochi passi dalla porta. Al 21′ a sorpresa il Prato dimezza lo svantaggio. Punizione di Taugordeau, Lamma colpisce di testa da pochi passi, miracolo del portiere Testa ma lo stesso centrale pratese insacca, stavolta di piede. L’Aquila non fa a tempo a riorganizzarsi che subisce addirittura il pari. Passa un solo giro di lancette, 22′ minuto, e su una palla persa banalmente a centrocampo, un’azione personale di Basilico viene conclusa con uno splendido tiro dal limite che fulmina Testa. Il Fattori si ammutolisce, L’Aquila sembra sbandata, tanto che al 34′ un rimpallo tra Ruggiero e Perfetti in un rinvio fa arrivare la palla arriva a Varricchio, che prova un violento diagonale, ma Testa respinge. Al 42′ Carcione apre per Potenza, che rientra e prova un destro violentissimo, ma la palla esce di poco sopra la traversa. Al 45′ giallo al limite dell’area ospite. Triangolazione Potenza-Franciel, l’ala viene atterrata al confine con l’area, l’arbitro dà punizione dal limite a un metro dalla linea mentre tutti invocano il calcio di rigore. La trasformazione di Carcione finisce in angolo, e quando sembra ormai finita, al 46′, su corner dello stesso Carcione spunta Franciel che insacca di testa e manda in delirio i tremila e cinque del “Fattori”.
IL RUGGITO DELLA CURVA, I COLORI DELLA PASSIONE di Roberto Santilli
L’Aquila: Testa 7, Cutrupi 6, Prete 6,5, Ruscitti 6 (28’ st Perfetti n.g.), Garaffoni6, Ruggiero 6,5, Stamilla 6, Carcione 6,5, Franciel 6, Falconieri 7 (36’ st Galli n.g.), Piccioni 6,5 (19’ st Potenza 6). All. Ianni
Prato: Pazzagli 5,5, Sacenti 6, De Agostini 6, Fogaroli 6,5, Lamma 6,5, Ferri 6, Taugourdeau 5,5 (37’ st Varutti 6), Zagaglioni 6,5, Varricchio 6,5, Pagliuca 6 (35’ pt Gori 5,5), Scheretti 6,5 (9’ st Basilico 7). All. Bellini
Arbitro: Borriello di Mantova 5,5
Reti: 23’ pt Falconieri, 38’ pt Carcione, 21’ st Lamma, 22’ st Basilico, 46’ st Franciel
Note: spettatori 3.500 circa. Calci d’angolo 10-6 per L’Aquila. Ammoniti Falconieri, Piccioni, Taugourdeau, Ruscitti, Carcione.
Negli spogliatoi, letteralmente furioso il responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Calcio, Ercole Di Nicola.
“Con un arbitro imparziale – ha tuonato – sarebbe finita 4-0 e non 3-2. In ogni caso L’Aquila è viva, andiamo avanti e sono sicuro che andremo in finale”.
Più tranquillo il tecnico rossoblù, Maurizio Ianni: “Non voglio commentare l’arbitraggio – ha premesso, ma con un’aggiunta – Chi ha visto la partita si è reso conto di com’è andata, che ci sono stati troppi cartellini per noi, che qualche episodio in area era dubbio. I direttori di gara possono sbagliare, proprio come allenatori e calciatori”.
Sulla semifinale di ritorno, il giovane allenatore ha spiegato che “avremo un atteggiamento diverso, perché dipenderà da loro impostare la partita. Comunque sono una squadra che gioca a viso aperto”.
Un Ianni soddisfatto anche dalla splendida cornice di pubblico. “È stato immenso, meritava la vittoria e mi fa piacere sia arrivata”.
Testa 7 Una paratona su Varricchio e un miracolo su Lamma che, però, non è sufficiente a evitare il gol
Cutrupi 6 Partita accorta contro i velenosi esterni toscani
Prete 6,5 Arrembante e sicuro di sé, difende e attacca con personalità
Ruscitti 6 Non in forma smagliante, compensa con l’intelligenza tattica
28’ st Perfetti n.g. Entra a fare legna nel finale
Garaffoni 6 Partita impeccabile, peccato per quei due minuti di buio che portano a due gol
Ruggiero 6,5 Leggi sopra
Stamilla 6 Tenta un paio di sortite sulla destra, ma non è quasi mai incisivo
Carcione 6,5 Lucida regia, bei lanci e, soprattutto, un gol decisivo.
Franciel 6 Impalpabile per 90 minuti, ma Ianni lo lascia in campo: scelta premiata da gol decisiva
Falconieri 7 Trascinatore della squadra, orchestra tutta la fase offensiva e segna un gol da cecchino
36’ st Galli n.g.
Piccioni 6,5 Non al meglio, finché è in campo tiene botta alla grande
19’ st Potenza 6 Entra, si danna, prova a risolvere, pesca un gran destro che esce di nulla, alla fine si conquista la punizione (che sembrava rigore) che porterà al gol della vittoria






