L’AQUILA – È partita da qualche settimana la stagione calcistica 2010/2011 per le numerose realtà dilettantistiche abruzzesi.
Ad aprire la stagione agonistica è stato il campionato d’Eccellenza, è stata poi la volta della Promozione, divisa nei classici gironi A e B, fino ad arrivare ai campionati di Prima, Seconda e Terza Categoria.
Con il ritorno in campo non si sono fatte attendere le considerazioni del presidente della Figc Abruzzo Daniele Ortolano.
Anche quest’anno il minimo comune denominatore di tutti i campionati sarà costituito dalla presenza dei giovani, che costituiscono il futuro del calcio non solo abruzzese ma nazionale.
In crescita il movimento del calcio a 5 che riserva sempre grandi emozioni, mentre deve ancora diffondersi, forse per motivazioni culturali, il calcio femminile.Motivo di aggregazione da sempre e in particolare dopo il sisma, lo sport più amato degli italiani appare anche quest’anno il protagonista assoluto delle domeniche degli abruzzesi.
Che stagione agonistica si aspetta?
A partire dall’Eccellenza – ha esordito – sarà una stagione ricca di equilibrio perché sono andate via delle società importanti di città capoluogo di provincia come L’Aquila, Chieti e Teramo e ci sarà una maggiore valorizzazione dei giovani. Anche i campionati di Promozione saranno equilibrati ed avvincenti con le regole che impongono l’impiego dei giovani per valorizzare le risorse umane.
Il campionato di Prima Categoria – ha proseguito – sarà nuovo composto da ottanta società ripartite in cinque gironi. La novità del quinto girone accoglie realtà importanti, città e paesi abruzzesi ma anche tradizioni importanti per il tessuto sociale. Per la Seconda Categoria è ripresa in pieno l’attività dilettantistica nel vero senso della parola: non solo momenti di attività sportiva ma anche di festa e di divertimento. Occorre iniziare dal basso per riportare ai campi le famiglie per combattere la violenza del nostro calcio.
Crede che l’Abruzzo sia un territorio calcisticamente violento?
Le nostre tifoserie sono abbastanza corrette, anche se in alcune realtà si è radicata una parte della tifoseria riunita come ultrà che è difficile da gestire. Purtroppo sono dei giovani che danno fastidio alle società. In passato, quando c’erano città importanti nei nostri campionati, non sono mancati momenti di tensione. Questo fenomeno è stato un po’ sconfitto e ci sono territori come la Marsica in cui oggi c’è maggiore ospitalità e meno campanile.
Crede che il livello tecnico dei campionati abruzzesi sia cresciuto negli ultimi anni?
La nostra regione conta un alto numero di squadre di Eccellenza e Promozione ma, rispetto ad altre regioni, è riconosciuto un alto livello tecnico dalle altre società anche grazie alle innovazioni dei giovani. Bisogna impiegare tutte le risorse sull’attività giovanile.
Qual è l’attuale situazione dei settori giovanili abruzzesi?
In Abruzzo c’era una buona attenzione per l’attività giovanile, ma da un po’ di anni un fenomeno così importante non è seguito con cura. Cerco invece di spingere tutti a incrementare l’attività e alzare il livello di qualità dei dirigenti, utili per la motivazione, e dei tecnici capaci.
Con i giovani occorre il giusto approccio. Per i ragazzi è un’attività faticosa che comporta anche delle rinunce, ma loro la passione e la loro voglia di divertirsi ci aiuta a tenerli con noi.
Sono troppo alti i costi del dilettantismo?
Certamente. A differenza del calcio professionistico, questi costi sono retti soprattutto dai sacrifici enormi dei nostri dirigenti, poi vengono sponsorizzazioni e pubblicità. Con la crescita della visibilità e del movimento i dirigenti, per coltivare le proprie ambizioni, si sobbarcano di costi eccessivi.
Questo fenomeno è in calo quest’anno. Al di là delle motivazioni finanziarie c’è una rimodulazione delle spese con una gestione più moderata e in linea con il dilettantismo. I dirigenti sono vittime delle propria passione e del proprio paese.
Qual è la condizione dei campi da gioco a un anno e mezzo dal sisma?
C’è grandissima difficoltà nell’aquilano. I dirigenti dell’Aquila e dei comuni del cratere sono splendidi perché hanno continuato tra mille difficoltà la propria attività, che spesso costituisce l’unico momento di aggregazione.
Abbiamo la nostra struttura che ha riaperto, poi ci sono Bazzano e Pianola, mentre i lavori a Scoppito proseguono. C’è Ocre e Prata D’Ansidonia. Con grande difficoltà i giovani della Terza Categoria giocano in orari assurdi, ma la domenica costituisce un momento di ritrovo.
Cosa ne pensa dell’utilizzo dei campi in erba sintetica tra i dilettanti?
Il sintetico è il futuro, dove c’è l’impossibilità di avere più impianti. È meglio un campo in sintetico, che un campo fangoso e sconnesso, anche per motivi di manutenzione. Anche nel territorio aquilano sarebbe indicato soprattutto per il tempo. Il costo all’inizio è maggiore ma può essere utilizzato per 10-12 anni.
Qual è la situazione del calcio a 5 in Abruzzo?
Il nostro calcio a 5 ha espressioni importanti a livello nazionale come Montesilvano e Città di Pescara. Corrado Roma, morto prematuramente, è stato un simbolo del movimento.
C’è stata una grande crescita grazie all’attività del comitato per azione del delegato regionale Pierluigi Di Berardino, che da circa dieci anni ha spinto questa macchina in termini di qualità dirigenziale e tecnica. L’incremento del numero è indice di un’attività importante legata al territorio.
Si sta diffondendo il calcio femminile nella nostra regione?
Anche il calcio femminile ha una rappresentante importante come la Città di Pescara, in passato campione d’Italia e l’Abruzzo sarà presente nel primo campionato di calcio femminile nazionale.
C’è difficoltà di crescita del movimento, a causa di una scarsa penetrazione nelle scuole e delle abitudini delle italiane.
Un movimento riesce a vivere e a incrementare le sua qualità con il settore giovanile perciò occorre rimuovere un certo tipo di cultura.
Quest’anno, per la prima volta, abbiamo un campionato a dodici squadre, con tre nuovi ingressi.






