CAGNANO AMITERNO – Nel Comune di Cagnano Amiterno (L’Aquila), domenica 11 agosto alle ore 17,30 presso un noto ristorante e albergo nella frazione presentazione del poemetto in dialetto stretto cagnanese dal titolo “Serenata allu Tèrmene”, il cui autore era Ubaldo Di Filippo, deceduto nel 1995 all’età di 60 anni.
L’organizzatore ormai storico della giornata culturale cagnanese, come avviene ormai da alcuni anni, è sempre il cav. Claudio Cucchiella. Per la pubblicazione postuma di questa opera letteraria hanno lavorato di pari passo, lo stesso Cucchiella e il noto ed affermato poeta a livello nazionale Francesco D’Alessandro, nativo di Termine di Cagnano, ma da numerosi anni residente a Roma.
Il difficile lavoro svolto in comune accordo da entrambi, è stato quello di tradurre letteralmente, parola per parola, in italiano tutta l’opera scritta dall’autore in lingua vernacolare, cioè, quella che veniva parlata comunemente più di ottanta anni fa a Cagnano Amiterno. È stato un lavoro lungo e molto impegnativo, in quanto numerose parole non sono state più utilizzate e si sono perse nel corso degli anni, vuoi perché il dialetto per tanti anni è stato demonizzato, o forse ancor di più perché ricordava un passato di miseria e di stenti. Saranno presenti alla presentazione del volume il prof. Francesco Avolio, docente di Linguistica all’Università di L’Aquila, oltre che membro del comitato scientifico della “Rivista Italiana di Linguistica e di Dialettologia” e autore di numerosi articoli e saggi.
Faranno le loro relazioni in merito al dialetto anche il Prof. Natale De Angelo, già Preside del Liceo scientifico di L’Aquila e l’ing. Pasquale Di Prospero, già Professore presso l’I.T.I.S. del capoluogo abruzzese; studioso e cultore del fenomeno del brigantaggio, nonché autore del volume “Dove osarono i briganti”. Infine, il poeta Francesco D’Alessandro chiuderà gli interventi spiegando nel dettaglio le difficoltà riscontrate e l’indispensabile utilità del vocabolario, cagnanese/italiano realizzato qualche anno fa dal dott. Nicola Giandomenico.






